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Lettere al Direttore

Quello che i siciliani avrebbero voluto da Renzi Liberaci da questo Parlamento regionale

Cosa resterà della visita di Matteo Renzi in Sicilia? Un paio di promesse, innanzitutto, neanche troppo vaghe. Segno che il premier o è sfacciato al punto da fregarsene dell’impegno che vorrà metterci e che verrà giudicato oppure dimostrazione che è ben cosciente sin d’ora che la gente delle promesse dei politici non ha nessuna memoria. Le promesse dunque: save the date, il 7 novembre Renzi sarà di nuovo in Sicilia perché lui è premier dei confronti e delle verifiche. Torna per vedere a che punto siamo arrivati. Magari nel frattempo sarebbe il caso che Renzi desse mandati precisi ai suoi ‘uomini’ in Sicilia. Ai DavidiFaraoni di turno, e sono diversi, che brillano per omologazione estetica al grande capo (anche il deputato nazionale nel minitour siciliano di Renzi si distingueva per l’abbigliamento casual solocamicia del premier come se bastasse imitare l’originale per assomigliargli veramente). Ecco ad esempio al deputato nazionale potrebbe chiarire una volta per tutte il suo punto di vista sulla prosecuzione in vita del governo Crocetta. Potrebbe dare mandato a Faraone di risolvere il caso Sicilia: un rimpasto promesso e rimandato, un continuo insopportabile rimpallo di accuse, un immobilismo che solo a leggerlo sui giornali, viene lo schifo. E un desiderio crescente dei siciliani: mettere e fine a questo balletto inutile di scambi d’accuse fra esponenti degli stessi partiti. Potrebbe dare indicazioni chiare per una parola che sia ‘lapidaria’ sullo scandaloso caso del click day del piano giovani. Una vergogna assoluta in cui si sono levate le voci di “gomblotto” dell’assessore Scilabra che non ci sta ad essere boicottata, della dirigente Corsello che dà mandato di indagine… Ci fosse stato uno che avesse detto: la responsabilità politica è mia, sono spiacente. E magari si fosse pure dimesso. L’altra promessa di Renzi premier è cristallizzata nella pubblica diffusione su Twitter: il governo farà di tutto per riportare la produzione di auto a Termini Imerese. Bella promessa Matteo. Ma ti va chiarito che gli operai ex Fiat di Termini sono tanti seppure sempre meno ma più incazzati che mai e dopo un decennio di promesse mancate ne hanno le scatole piene di finzioni. A questo punto, caro Matteo, ti conviene metterci davvero del tuo. E che si veda. Che si capisca cioè che nell’eventualità le auto non tornino a Termini, non sia tua responsabilità che su questo progetto ci hai perso sonno e risorse.

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