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Lettere al Direttore

VENDERE LE OPERE D'ARTE LASCIANDOLE AL LORO POSTO

OGGETTO: VENDERE LE OPERE LASCIANDOLE AL LORO POSTO Terracina, 26 Agosto 2014 Carissimo e stimatissimo Direttore Maurizio Belpietro, da tempo sto cercando di proporre (ai vari Presidenti del Consiglio innanzitutto) questa iniziativa affinché si possa: Autorizzare i Musei italiani (così come altri Enti pubblici proprietari) a vendere le opere d'arte, sia quelle più note che quelle custodite negli archivi e magazzini, ma senza che dette opere vengano portate fuori dai musei o tolte dal loro sito. I Proprietari avranno il diritto di esporre, accanto all'opera stessa in modo "moderatamente" visibile, una targa standardizzata recante un eventuale logo e la attribuzione di proprietà; avranno i diritti esclusivi di sfruttamento dell'immagine all'esterno del Museo, ma nessuna possibilità di decidere modalità, tempi, posizione di esposizione all’interno del Museo (salvo quanto più oltre stabilito), decisioni tutte di esclusiva responsabilità della gestione museale e delle sovrintendenze. Le opere potranno essere rivendute, ma sempre senza poter cambiar sito, anche nel caso di vendita a stranieri o ad altri Musei. In caso di prima vendita, l'importo ricavato sarà ad es. per il 50% a beneficio del Museo, per il resto a disposizione dei Ministeri competenti (arte e scuola) per fini culturali e promozionali dell'arte italiana in Italia e all'estero. Nelle successive eventuali transazioni, una percentuale congrua con un tetto determinato e non superabile, sarà di pertinenza del Museo e dei Ministeri, con identica ripartizione. Il Museo si incarica comunque di esporre le opere per un tempo minimo garantito, di assicurarle e garantirne la conservazione, attingendo dai fondi così ricevuti ed accantonati. Parimenti, attraverso il Sito Internet del Museo, sarà data adeguata pubblicità all’opera che ne riporterà la proprietà. Il Museo può riacquistare l'opera, alle condizioni di mercato, ed ha sempre diritto di prelazione. Una quota di assicurazione e di manutenzione è comunque a carico dell'acquirente, fissata preventivamente ed inalterabile nel tempo. L’Assicurazione che verrà stipulata dovrà prevedere un risarcimento sia a favore del Proprietario che del Museo. Il Museo può concordare una percentuale sugli incassi col proprietario, qualora quest'ultimo garantisca adeguata promozione al museo stesso o alla sua opera ivi esposta. Le quotazioni di base saranno sempre a disposizioni su un sito che conterrà tutte le informazioni sull’opera; l’aggiudicazione potrà avvenire sempre e soltanto per asta pubblica, gestita dal Museo. Eventuali cataloghi multimediali diffusi dal Museo non potranno essere assoggettati a limitazioni o oneri per quanto detto in materia di diritti esclusivi, fermo restando un limite di definizione e dimensione standardizzato. Tale commercio potrebbe essere esteso anche ad altre opere d’arte (ed architettoniche), senza che la proprietà ne comporti anche il possesso o l’utilizzo, o ne alteri la possibilità di fruizione. Potrà essere costituita una agenzia nazionale non privata che si occuperà delle vendite, delle aste, delle valutazioni, delle promozioni ed il cui aggio servirà per la sua stessa gestione, la promozione, la vigilanza. Ovviamente tutto ciò vale anche per altri oggetti d'arte, statue, monumenti, edifici di interesse storico-artistico ecc. Credo che se Lei lanciasse una campagna referendaria sull'argomento, innanzitutto mi aiuterebbe a far conoscere questa possibilità e sollevarne il dibattito, quindi sondare anche le disponibilità degli acquirenti i quali, vale la pena di sottolineare, non necessariamente debbono essere milionari, ma data l'estrema variabilià di opere, anche del valore di pochi euro, sarebbe rivolta praticamente a tutti con investimenti anche di lunghissimo periodo. Resto a disposizione per ogni chiarimento o ulteriore informazione e La prego cortesemente di darmi un riscontro e, possibilmente, un primo autorevole giudizio. Con distinti saluti Moreno Sgarallino P.S. Sono assolutamente certo della bontà dell'iniziativa, così come sono altrettanto certo che avanzando questa proposta ad altri Paesi essa verrà prontamente accolta ma mi rifiuto di rinunciare a far di tutto per far primeggiare il mio Paese, nonostante i Governi, in testa questi ultimi, non abbiano perso alcuna occasione per farsene disamorare.

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