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Lettere al Direttore

Grande guerra e piccoli generali

Torino, 29/8/2014 Vostro fedele lettore, mi chiedo perché mai abbiate pensato di pubblicare Grande Guerra e Piccoli Generali , dove il sig. Del Boca si compiace di razzolare, tra pettegolezzi vari, nel pattume della storia minima, corroborando il tutto di citazioni tendenziose ( scriveva M. Silvestri nel suo Isonzo 1917, che “ a un citato si può far dire tutto e il contrario di tutto “ ). Da questo libello il nostro Paese esce a pezzi ben oltre – credo - ai suoi innegabili limiti ; i suoi leader civili e militari, dal primo all’ultimo , sarebbero stati tutti inetti, disonesti e insensibili , per tacere dell’enfasi date alla pratica delle decimazioni, secondo la vulgata della storiografia marxista. ( Ma in Francia e nelle Fiandre non era forse successa la stessa cosa ? né credo sia corretto giudicare vicende, dolorose, di 100 anni fa coi metri di oggi ). Caporetto poi non è che un compiaciuto , “ cupio dissolvi “; in quell’ora buia , secondo l’autore, ci siamo arrestati al Piave, solo perché gli Austrio- Tedeschi avevano ormai esaurito la loro spinta offensiva e avremmo implorato l’aiuto dei nostri alleati, se no, chi sa, saremmo arrivati fino a Milano o magari al Ticino. . Non si capisce come mai allora quella massa infinita di sbandati , che pensava solo alla resa, nel dicembre del ’17 e poi nel giugno del ‘ 18 si sia vittoriosamente difesa sul Piave sul Montello e sul Grappa. Naturalmente poi a Vittorio Veneto abbiamo dilagato non per nostri meriti militari ma solo perché il nostro secolare nemico era in sfacelo per intrinseci motivi sui, poveretto … Via, sig. Del Boca, passi la contro storia, ma qui si esagera. Sono vicende remote, che però dovrebbero far parte della nostra identità nazionale. E per la verità storica ed il rispetto dovuto a quei lontani Caduti credo che, pur senza retorica, vadano rappresentate in altro modo. Non so se queste mie considerazioni verranno pubblicate, ma mi piacerebbe almeno che prendeste le distanze da queste pagine così ideologicamente e spudoratamente denigratorie. Cordiali saluti. Alberto Rosso

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