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Lettere al Direttore

Lettera aperta ai due Presidenti, l’ultimo eletto e l’ultimo nominato

Carissimi Presidenti Berlusconi e Renzi, mi permetto di scrivere ad entrambi, perché entrambi meritate di riflettere e perché, se avrete la pazienza di leggere le parole che seguiranno, vorrei da cittadino delle risposte. Non posso non considerare chi ha dominato la scena politica degli ultimi vent’anni ed è, l’ultimo Presidente eletto democraticamente dal popolo, quindi che sento più mio. E devo riportare alla dura realtà colui che si prefigge di cambiare l’Italia, l’Europa… ed è, il Presidente in carica. Parto, raccontandovi la mia storia, prima di entrare nel vivo dei problemi. Sono cresciuto in una piccola famiglia, mio padre è morto che avevo quattro anni. Mia madre, una delle poche vere Donne che abbia mai conosciuto, risvoltandosi le maniche e dandosi da fare con onestà e professionalità, parole allora ancora riconosciute, è riuscita a diventare un dirigente affermato e contemporaneamente, sacrificando tutto nella sua vita, con l’aiuto di una nonna unica mi ha cresciuto” agiatamente” in una famiglia medio borghese. Sono così diventato ingegnere. Da neolaureato, mi sono tolto la giacca e la cravatta, ho indossato una tuta blu e in una media fabbrica “Brianzola”, sono stato forgiato. Dopo alcuni anni, con la voglia di andare avanti e soprattutto di imparare, ho capito che mancava ancora qualche cosa… Pertanto con coraggio e con l’appoggio della mia piccola famiglia, ho lasciato il lavoro, la casa, gli amici, e mi sono ritirato per sedici mesi a fare un Master in Business Administration in una delle più prestigiose Business School, chiedendo ovviamente a mamma il contributo economico. Contributo, in seguito, a conti fatti, rivelatosi di ben oltre cento milioni delle vecchie lire! Finito l’MBA, la mia vita professionale ha iniziato un ascesa esponenziale passando da una delle più rinomate Società di Logistica e Trasporti per approdare ad una delle tre più prestigiose Società di Consulenza Direzionali al mondo. Che bella carriera, a trentaquattro anni sono diventato dirigente! Ho lavorato su progetti Internazionali, in Aziende e contesti diversi, ho sacrificato la mia vita, perché solo chi ha lavorato in queste Società sa cosa vuol dire sacrificio e cosa vuol dire lavorare. Non mi pento, bella esperienza, è la gavetta della vita e del lavoro, per chi vuole fare, per chi vuole distinguersi fra tanti, per chi crede che per avere, bisogna dare. Poi, l’amore per l’azienda, mi ha riportato alle origini in una media realtà industriale, ma hai me, la “Brianza” non è più quella della serietà e del sacrificio conosciuta da neolaureato. Forse è la società industriale ad essere cambiata, o forse, non ci sono più i veri imprenditori. Oggi ci sono pseudo finanzieri, che con operazioni, la chiamano finanza creativa, e con l’aiuto di banche d’investimento “compiacenti” comprano Società, le smembrano, chiudono la creatività produttiva Italiana in favore di quella Cinese. L’Italia dei brand conosciuti diventa uno specchietto per le allodole. Lo specchietto risiede in un paradiso fiscale, i costi, sempre e solo Italiani. Così si creano buchi da cento milioni di Euro, tanto per il Fondo è una svalutazione a bilancio. Così si chiudono le Aziende storiche Italiane. Così lo pseudo imprenditore, che vive in affitto in Italia, passa l’estate in una barca con equipaggio in Costa Smeralda, l’inverno nella tenuta vinicola in Sud Africa, le festività nella villa a Puket… E così inizia un'altra storia della mia vita. Da oltre due anni non ho più un lavoro fisso, riesco solo, a volte, a recuperare lavori saltuari, li chiamano” contratti a progetto”. Ho inoltrato tra i tre e i quattrocento curriculum rispondendo ad annunci, cui non ho mai ricevuto risposta. Gli unici colloqui che sono riuscito a procurarmi, sono stati per “conoscenze/amicizie”, tanti buoni presupposti ma nulla di concreto, al momento le Aziende in Italia attendono, non prendono decisioni e non investono in capitale umano. Spesso ho dovuto”taroccare” il mio cv, no non pensate male… in downgrading! Già perché mi sono sentito dire che è troppo di “alto livello”. Ero preoccupato, oggi sono ansioso, pessimista, inerte e molto arrabbiato. Da Gennaio non percepisco più nulla economicamente, non ho diritto alla disoccupazione perché il mio livello di reddito dell’anno precedente supera la soglia minima di accesso (20.000€ lordi). Possiedo una bella casa comprata con i sacrifici sopra descritti, sulla quale però esiste un mutuo che ha scadenza mensile. Mi mantengo utilizzando quei pochi soldi che avevo messo da parte, e rinunciando a tutto ciò che mi piaceva fare quando guadagnavo bene e credevo che nella vita sarei sempre andato avanti, memore degli insegnamenti di mia nonna: “impara l’arte ed il lavoro che un giorno verranno utili…” Oggi però i soldi stanno finendo e dovrei iniziare ad attingere alle casse di famiglia… Prima di fare ciò, e prima di lasciare tutto, perché l’unica alternativa ormai è andarmene via da questo insulso ed inutile Paese, mi sorgono dubbi, domande, e qualche considerazione. Caro Presidente Renzi, come avrà letto, credo che lei ed io siamo due uomini molto simili, certo con esperienze professionali differenti, politiche per lei, industriali per me, ma con un curriculum di eccellenza come filo denominatore. Non siamo molto distanti di età, la faccia “giovane” da eterni ragazzi che si “portano dietro la voglia di giocare” come recita il “chi sono” della sua pagina web, e l’ottima parlantina ci rende piacevoli. Usciamo entrambi da una famiglia medio borghese che ci ha abituati a vivere bene e ad apprezzare il bello. Ma allora mi chiedo: Com’è possibile che io in due anni non riesca a trovare un lavoro degno di tal nome in questo Paese e lei in due anni (dall’annuncio della sua candidatura alle primarie) diventa, senza nessuna elezione popolare, Presidente del Consiglio? Mi/Ci racconti: qual è il suo segreto? O forse… chi è il suo santo in paradiso? No, non mi fraintenda, non m’interessa. Guardo al futuro. Non sono uno che si auto commisera, anzi, come avrà notato in questo racconto, non ho mai usato la parola “disoccupato”, pur essendolo nei fatti. Ma è un aggettivo che m’infastidisce e nausea. Mi nausea sentir dire che dobbiamo pagare i disoccupati, come può un Governo finanziare lo stato di non occupazione? Stop all’assegno di disoccupazione e via “all’assegno d’impresa”! Già le idee ai manager come me non mancherebbero, quello che occorre sono i fondi. Facciamo due conti… dieci disoccupati costano allo Stato c.a 170-180.000€/anno. Se il manager li assumesse in una nuova impresa, sarebbero soldi risparmiato, a cui si aggiungerebbe i contributi fiscali dalla busta paga. Quindi se lo stato finanziasse la nuova impresa con 400.000€, li recupererebbe in un anno. Bell’investimento, no? Istituisca una “sana” commissione fatta da manager ed imprenditori seri che a titolo non remunerativo, valuti opportunità di investimento imprenditoriale. Caro Renzi, non prenda in giro gli Italiani sulle riforme discutendo del Senato, della Scuola… Stiamo parlando di quale caramella dare per lenire il dolore di un malato terminale. Quest’Italia ha bisogno immediato di pochi provvedimenti shock! Uno deve riguardare il mondo dell’impresa: finanzi, e defiscalizzi le nuove Società. Dobbiamo diventare il materasso sotto cui i “nuovi ricchi del mondo” possano mettere i loro soldi. L’altro invece, deve riguardare quello che il Paese ha di più prezioso, e che nessuno dei ministri che fino ad ora si sono susseguiti ha mai valorizzato: il Turismo! Purtroppo siamo arretrati con le infrastrutture, non abbiamo il culto del turista, non sappiamo dire “you’re welcome” non è nella nostra indole, e per colmare tutto ciò ci vorranno altri dieci anni. Ma abbiamo urgente bisogno di importare turismo, a costo di pagarlo. Promuova un nuovo sponsor: “vieni in Italia a fare vacanza… due giorni su sette li paghiamo noi!”. Poi si metta d’accordo con gli albergatori su come rimborsare i due giorni sotto forma di minor tasse, prestiti agevolati… L’ultimo provvedimento deve riguardare gli sprechi pubblici. Se devo ristrutturare un Azienda che è in fallimento, ho imparato che non bisogna perdersi nella miriade di spese, occorre focalizzarci sui due tre costi più significativi. Pertanto parta dalla Sanità Pubblica, che da sola rappresenta oltre il 70% della spesa delle Regioni. Voglio regalarle una piccola dritta… provi a informarsi quanto si spende nelle ASL nell’acquisto di farmaci che poi non sono utilizzati nell’arco di un anno, e quanto di questi finiscono al macero perché scaduti… scoprirà che con quel risparmio ogni regione potrebbe quasi raddoppiare la spesa nei trasporti pubblici o quella per l’istruzione… Diventare Presidente del Consiglio sembra che a volte possa essere più semplice di quel che si pensi, il problema però è rivolto al futuro, ossia: quello di rimanerci, Presidente! Caro Presidente Berlusconi, se avrà avuto la pazienza di leggere sin qui, molti dubbi ed interrogativi emergono. In primis, sarà d’accordo con me nel sostenere che mia mamma ha ragione nel dire che “si stava meglio, quando si stava peggio”. Non è facile per me prendere la decisione di andarmene dall’Italia, non ho più vent’anni… Ma i giovani di oggi, qui non rimangono, se ne vanno tutti, le mete? Australia, Inghilterra, Singapore… Ci rendiamo conto che ci siamo “fumati” una generazione? Chi manterrà questo Paese nel futuro? Chi pagherà la mia pensione? Come si fa a dare speranza al futuro se manca chi lo rappresenta per definizione? Allora Presidente dov’è finito? A presente il detto:… “Se ci sei batti un colpo!” Ma non, con le solite” facce” che la circondano. Già! Mi chiedo, infatti, come sia possibile che un uomo come Lei, che reputo essere estremamente intelligente, colto, preparato, e con grande senso dell’humour, del resto siamo dello stesso segno zodiacale, possa circondarsi di gente così. Personaggi che nel migliore dei casi “viaggiano” nella stratosfera, e che sono lontanissimi dai reali problemi della gente comune, pertanto non sanno e non possono dialogare con essa. Si rende conto che così siete un morto che nemmeno più cammina? Se sta all’opposizione, allora faccia opposizione, e mandi a casa questo Governo non eletto che da quel che ho scritto in precedenza mi sembra ovvio che non stia risanando nulla! Altrimenti si allei con esso salendo al Governo, chissà che forse eliminando le varie frange da ambo le parti dei nullafacenti del “resistere, resistere, resistere”, riusciate a sistemare l’Italia. Per concludere, un consiglio ad entrambi. Sapete perché i bravi manager non trovano lavoro in Italia? Perché il mercato è inquinato da “personaggi” della preistoria, che non se ne vanno. Rimangono aggrappati alle Istituzioni ricche di sedie dorate. Si girano le poltrone fra loro. Vogliamo fare esempi, nomi? Basta guardare alla Federcalcio, a SEA Handling, all’ultima nomina di un personaggio che per nome fa Pomicino e per età passa i 75 anni… Ma non capite che quest’Italia è nauseante ed imbarazzante?!! Ringraziando per la paziente lettura, sono sempre più convinto che siamo ormai destinati al fallimento. Alan Martelozzo

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Commenti all'articolo

  • catullo48gin

    07 Settembre 2014 - 16:04

    una domanda, me la consenta, però. Per amore dell'azienda (?) lei ha lasciato una delle tre più prestigiose Società di Consulenza Direzionali al mondo, le chiedo perché. Le contesto, comunque, l'affermazione circa l'ultimo presidente del consiglio "eletto democraticamente dal popolo". Per chiarire in Italia nessun Presidente del Consiglio è stato mai eletto dal popolo ma è stato sempre nominato.

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  • mabo20131938

    04 Settembre 2014 - 15:03

    Come commentare una così disperante confessione? Sappiamo che purtroppo non c'è esagerazione. Questa è la situazione e la sensazione netta è di impotenza. Sembra che i nostri.....reggitori sia completamente avulsi dalla realtà dei fatti e ci monta la smania per da loro la sveglia. Altre volte, invece, sorge l'atroce sospetto che in realtà tutto ciò sia voluto, programmato e addirittura desiderato.

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