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Lettere al Direttore

Quando punire è più facile che capire

Caro direttore, a breve compirò vent'anni, ma il mio interesse per la politica e la storia è forte fin dalla tenera età di tredici. L'altro giorno sfogliando i giornali, ne leggo almeno quattro al giorno e Libero è tra questi, ho letto con stupore che la Corte di Cassazione reputa il saluto romano, eseguito con il "Presente!", un reato gravissimo che attenta alle più sacre istituzioni democratiche. Incredibile! Neanche le più efferate azioni dei No-Tav e dei Black blok hanno mai suscitato tanto sdegno nei nostri baldi difensori della democrazia! No! per gridare all'attentato alle Istituzioni era necessario che quattro spiritosi eseguissero un saluto vecchio di duemila anni alla commemorazione dei Martiri delle Foibe. Leggendo ciò non è potuta non tornarmi alla mente un frase di Montanelli nel suo superbo libro Storia di Roma:"quando un regime, per salvaguardare le proprie istituzioni, è costretto a fare ricorso ai birri vuol dire che queste sono agli sgoccioli". Mi chiedo come i signori Giudici possano considerare un gesto folcloristico, perché oramai dopo settant'anni mi pare giusto relegarlo a quell'ambito, una minaccia alla "democrazia" e ai "valori della Resistenza" (che sarei molto curioso di conoscere). Non mi pare di vedere in questi mesi le piazze piene di camicie nere che, col fez e il moschetto, si apprestano a marciare su Roma inneggiando al Duce e purgando i "sovversivi". Questa ultima follia regalataci dalla magistratura, che in ciò non si è mai dimostrata avara, dimostra quanto la nostra sedicente "democrazia", sfido chiunque a chiamare democrazia un sistema che non permette ai cittadini di scegliere né il Presidente della Repubblica né il Primo Ministro, si regga solo quando c'è un nemico a minacciarla e tra i tanti nemici dei giorni attuali, vedasi l'Isis e l'U.E., viene più comodo andare riesumare fantasmi di settanta anni fa. Certo: punire coloro che si macchiano della colpa gravissima del reato di opinione, perché in altro modo non saprei definirlo, è molto più facile che comprendere il profondo disagio che l'Italia e gli italiani stanno in questo momento attraversando e approntare delle misure che pongano un'argine a questo. Per me però questo atteggiamento è ben peggiore del più becero fascismo e punire due individui per un semplice braccio teso, quando i peggiori assassini e spacciatori vengono condannati a pene decisamente lievi in rapporto al reato commesso, è una follia indegna di un Paese veramente "democratico". Distinti saluti, Enrico Delendi

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