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Lettere al Direttore

adesso mollo la libera professione

Gent.le Direttore, ho 48 anni e sono ingegnere edile libero professionista dal 1993. Dal 2009 (anno di inizio della crisi economica) come tutti i lavoratori autonomi mi sono fatto un “bel mazzo” per tenere in piedi lo studio tecnico di cui sono socio (e che dà lavoro a circa otto giovani, tutti sotto i 40 anni). Il prezzo è stato quello di accettare, da allora, livelli di remunerazione personali sempre più modesti (paragonabile a quello dei nostri collaboratori, spesso anche inferiore, checché se ne dica dei professionisti avidi e profittatori) molto inferiori alla fatica, alle responsabilità ed alle preoccupazioni che mi sono caricato sulle spalle insieme al mio socio: però nessuno dei ragazzi che lavorano con noi è rimasto a casa o ha saltato un mese di stipendio! Con la soddisfazione economica è sparita progressivamente anche quella professionale, essendosi moltiplicato a dismisura lo sforzo per adempiere a norme di dubbia utilità, produrre moduli e asseverazioni, rispettare regolamenti di ogni genere, gestire rapporti sempre più faticosi ed al limite dello scontro con amministrazioni invasive e diffidenti, nonché con tecnici della PA spesso indisponenti ed arroganti (a tutti i livelli, Comune, Provincia e Regione) al punto che lavorare è diventato un vero strazio oltre che un rischio insopportabile per se stessi e la propria famiglia. Siamo ormai vittime di un sistema burocratico il cui solo scopo sembra quello di giustificare l’esistenza di uffici e dipendenti in quantità impressionante ed esercitare – nello stesso tempo - un potere capillare su tutto e su tutti (senza tuttavia che nessuno si assuma la benché minima responsabilità individuale). Sinceramente mi sono stancato: siccome di lavorare così non ne vale davvero la pena (ci hanno portato via i compensi con l’erario e le soddisfazioni sul lavoro con la burocrazia ed i controlli asfissianti) abbiamo programmato i tempi di chiusura della nostra struttura una volta esaurite le commesse in essere (purtroppo non puoi nemmeno permetterti di mollare tutto da un giorno all’altro !). Se Matteo Renzi non riuscirà presto a smantellare questi “nemici dei cittadini” (ormai tali per me sono la pubblica amministrazione e tanta burocrazia improduttiva etc …) andrà a finire che non si troverà più nessuno disposto a lavorare per questo paese. E se un certo numero di dipendenti pubblici dovrà poi cercarsi un nuovo impiego (dato che non c’è altra scelta se si vogliono ridurre i costi dello Stato e ripartire) si potrà rispondere loro che l’altra “metà del cielo” il lavoro se lo cerca faticosamente tutti i giorni, senza tutele né garanzie, rischiando sulla propria pelle. Cordialmente

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Commenti all'articolo

  • anna

    15 Ottobre 2014 - 09:09

    Buon giorno Lorenzo. Condivido. Credo non ci siano alternative per chi non vuole soffocare nel vacuo mondo degli adempimenti inutili Ho 45 anni, laureata in scienze della comunicazione, ho un impresa turistica da 25 anni. Avevo 9 dipendenti, tutte donne. Sto chiudendo e resterò da sola. Non c'è più spazio alla crescita delle piccole imprese. Da sola probabilmente sopravvivere è più facile

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  • CELLFOOD

    07 Ottobre 2014 - 12:12

    Sono stato un dipendente statale ed oggi un imprenditore. 12 anni di stato. Nei posti statali tutto è concesso, permessi, ferie, malattia, senza contare le migliaia di truffe ai danni dello stato fatti per decenni manipolando fatture, forniture, materiali ecc. ecc. come dimostrano sentenze e molte indagini in corso ancora oggi. E cosa dire dei raccomandati e amici degli amici? Una vergogna.

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  • angframar

    06 Ottobre 2014 - 16:04

    Rispondo da ex Geometra passato alla PA nel 2002 (leggasi Pubblica Amministrazione), ed adesso dipendente da 12 anni. Al giorno d'oggi si dà sempre la colpa ai dipendenti pubblici di ogni cosa.... anche se domani piove (ndr "Piove Governo Ladro"). E se mettano nuove imposte e tasse a noi spettano... non a chi evade. Proviamo entrambe le posizioni prima di esprimere giudizi affrettati. no???

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  • corradomagistro

    06 Ottobre 2014 - 11:11

    Un caos figlio della mancanza di programmazione o di mancanza di politici capaci di pensare per lo sviluppo anche fututro in Italia. Aspettano tutti l'agenda. Per di più pensano di annullare gli Ordini (per quel che resta), pensano che i professionisti siano tutti evasori, .... In questa situazione, vista la consapevolezza dei politici che non siamo più in un paese sovrano, togliamo la Corona

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