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Lettere al Direttore

L’Immagine di un Paese pronto ad essere venduto

Egregio direttore Belpietro, Se ci sono delle motivazioni in quello che sta accadendo nel nostro Paese io non le trovo, l’immigrazione cresce e l’emigrazione aumenta, l’italiano fra una cinquantina di anni sparirà. Tuttavia, non comprendo, non capisco, ritorno al Nord e riprendendo il mio lavoro a scuola, il Preside in un’occasione, che non ricordo bene il motivo di quanto sto per riportare, annuncia: “ieri ho girato per la città e ho notato che i ristoranti sono pieni”; la mia osservazione è stata: “Lei ribadisce un concetto già sentito, ma molti si presero beffa di un uomo che hanno deciso di destituire”. Vengo al punto, nella stessa amministrazione sento, però, di due mariti che sono licenziati da una delle fabbriche storiche della città. Due immagini, ristoranti pieni, licenziamenti e chiusure di fabbriche. Altra immagine, immigrati sostenuti dallo Stato che possono lamentarsi del cibo che gli viene dato. Altra immagine, un governo che continua a non riformare nulla. Altra immagine, vedo un Paese destinato ad essere venduto. Chi deve decidere continua ad andare al ristorante, forse sono ancora in tanti coloro che vivono una condizione economica buona, ma prima o poi tutto finirà, e la mia ipotesi, guardando il dolce non far niente da parte di chi ci governa, mi lascia pensare che questo Paese è stato venduto a qualcuno, forse sono troppi i debiti e la dipendenza energetica verso altri paesi, forse è per questo che siamo deboli a livello internazionale, dobbiamo tanto, e se alziamo seriamente la voce per l’interesse del Paese, troviamo un Paese accondiscendente che, invece, ha deciso di remare contro l’Italia destituendo chi aveva intenzioni serie per salvarlo dalla svendita, come invece accade. Quando leggo che uno dei più famosi Hotel in Manhattan viene acquistato dai cinesi, mi appare che ogni tentativo di ribaltare le carte sia inutile, e stiamo pagando politiche internazionali fatte a sostegno di una economia selvaggia proveniente dall’Estremo Oriente. Tremonti propose dei Dazi, Berlusconi curava i nostri interessi baciando la mano a Ghedaffi, e dando pacche sulla spalla a Putin, tutto questo, però, non era gradito, perché c’è chi ha deciso di vendere questo Paese, e chissà se non sia tutto l’occidente ad aver deciso di vendere la propria cultura, la propria storia a coloro che non conoscono il valore che l’umanità si è sviluppata attraverso i più nobili criteri liberali che i nostri avi vollero mettere in atto, allontanando minacce come quelle – ad. es. – dell’ISIS. Questo Paese aveva bisogno di un uomo che non poteva essere comprato, ma ha deciso di donarsi ad ambulanti pronti a vendere non solo la loro anima, ma tutta la vitalità della nostra e quella dell’occidente intero. Cordiali saluti, dr Lino Arenare

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