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Lettere al Direttore

Un'imprenditrice derubata

Gentile direttore, vorrei essere ascoltata. Io sono vittima dello stato, ma da sola non riesco a lottare più di tanto. Questo il testo della mia denuncia: Ad aprile 2012 ho aperto una lavanderia self service a Valenza, piazza Fogliabella n° 5 e per un annetto circa ho pagato affitto e spese condominiali con un po’ di fatica, ma li ho pagati. Poi c’è stata la crisi e come tanti ho dovuto fare delle scelte: o pagavo l’affitto o pagavo l’enel e il gas che mi servivano per lavorare. A gennaio 2014 ho ricevuto il decreto ingiuntivo da parte dell’Immobiliare Sagim srl, proprietario dell’immobile, che mi invitava a provvedere al pagamento di circa 7000 €, comprese le spese di avvocato ecc. Io immediatamente ho pagato due affitti dell’importo di 972,42. A febbraio 2014 si è presentato l’ufficiale giudiziario a pignorarmi tutti i macchinari aziendali ( 4 lavatrici industriali + 3 asciugatrici) per un importo complessivo di 7000,00 €, senza lasciarmi nessuna copia del pignoramento, scoprendo poi alla vendita quanto erano stati valutati i macchinari.

Ciò non poteva e non doveva essere fatto, grazie al decreto del fare n° 69 del 2013, convertito con la legge 9 agosto 2013, n° 98, art. 52, comma 1 lettera D, che cita quanto segue: “Tenendo conto delle difficoltà economiche che in questo periodo sta affrontando anche il settore produttivo, è stato previsto che il pignoramento dei beni strumentali per l’esercizio dell’attività d’impresa o della professione, possa essere effettuato solo: • nei limiti di un quinto del loro valore complessivo; • se gli altri beni del debitore, non strumentali, non siano sufficienti a saldare l’intero debito. In ogni caso, per consentire al debitore di mantenere attiva la produzione anche dopo il pignoramento, salvaguardando così l’occupazione e il tessuto produttivo, è stato previsto che: • il termine di efficacia del pignoramento per i beni strumentali sia più lungo (360 giorni) di quello ordinario; • il debitore sia nominato custode dei beni pignorati; • il primo incanto non possa essere fissato prima che siano trascorsi 300giorni dalla data del pignoramento. Pertanto l’ufficiale giudiziario ha messo in vendita dei beni che non poteva mettere in vendita, li ha valutati ( 4 lavatrici + 3 asciugatrici) 7000 € contro i 77.000,00 € che li ho pagati.

In che modo ha fatto questa valutazione, quando solo una macchina vale quella cifra? Io mi sono opposta al decreto ingiuntivo DA SOLA ma non è stato nemmeno preso in considerazione perché se uno non si può permettere di pagare un avvocato sono fatti suoi e se il reddito del nucleo familiare supera la soglia dei 10.000,00 € sono fatti suoi lo stesso, perché non può usufruire del patrocinio gratuito. Il 4 settembre le macchine sono state messe all’asta online e a 20 secondi dalla fine sono state acquistate da una ditta, “immobiliare fiorita srl” e ho perso tutto. Mio padre voleva ricomprarle e l’esecutore mobiliare, il sig. Piero Martina, gli ha detto di non fare offerte che tanto poi l’avrebbe messo in contatto con i compratori, ciò non è stato fatto. Nonostante numerosi solleciti sia da parte mia che da parte di una mia amica, i macchinari sono stati portati via, il giorno in cui io non potevo essere presente, l’8 settembre ’14, perché ero stato convocata dal ctu a Torino per un’altra questione. Secondo il mio fascicolo, ritirato presso il tribunale di Alessandria, sarei dovuta essere avvisata almeno 5 gg prima e con raccomandata a/r e anche questo non è avvenuto. Quindi senza la mia presenza, si sono appropriati di 4 lavatrici più 3 asciugatrici più 4 kit pompe dosatrici per lavatrici del valore di 3600,00 €, che non facevano parte della vendita (furto). Oltre a ciò, hanno causato gravi danni al negozio, alla cassa, allo stereo, alla videocamera. Infatti sono in attesa del perito che certifichi i danni. Dopo tutto questo, cercando il numero di telefono di questi fantomatici compratori, mi sono fatta una visura camerale della ditta, che risulta inattiva. Una ditta inattiva, per legge, non può comprare e rivendere dei macchinari o qualsiasi altra cosa. Ho tutti i documenti che provano quanto ho detto e secondo il mio parere e non solo, ci sono cose poco chiare, da rivedere.

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Commenti all'articolo

  • salvoattento

    15 Ottobre 2014 - 17:05

    Almeno lei è riuscita a far pubblicare su questo giornale la sua denuncia!! A me il dr. Befera (è blasfemo chiamarlo dottore) mi ha trattato come un delinquente e mi ha distrutto la famiglia, e pur tuttavia nessun direttore, né di carta stampata né di telegiornali, ha voluto aiutarmi a denunciare il comportamento estortivo dell'Agenzia delle Entrate!

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  • bobbyricky

    15 Ottobre 2014 - 15:03

    Mi dispiace per Lei...doveva restare in negozio con un fucile....!!!!

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  • capitanuncino

    15 Ottobre 2014 - 14:02

    mi spiace per quelo che e' accaduto.Se puo' vada via dall'italia e non faccia piu' ritorno.

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  • dondiego49

    dondiego49

    15 Ottobre 2014 - 11:11

    Di cosa ce' da lamentarsi ..E chiaro da tempo che siamo in un paese senza regole pieno di ladri e delinquenti in ogni luogo Le istituzioni latitano e si vedono sollo per chi a soldi creando leggi apposite per salvarli ,un sistema Italiano marcio nel midollo ,

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