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Lettere al Direttore

Anche il Sindaco Marino deve rispettare la legge

Signor Direttore, il Sindaco della capitale Marino ha deciso di riconoscere il "matrimonio" contratto all'estero fra persone dello stesso sesso e di offrire lo stesso trattamento dato al matrimonio naturale. Anche la Boldrini, terza carica dello Stato, è d'accordo e si complimenta. La parola più ripetuta nella sala capitolina era "amore". Ma se l’affetto è fondamentale per una unione, esso però non ha rilievo giuridico né per l'avvio del matrimonio né per un eventuale scioglimento. Se lo Stato si occupasse dell'amore di una coppia sarebbe uno Stato "etico" e "confessionale". Per il Diritto ciò che conta è che il patto matrimoniale sia voluto tra persone consapevoli, libere, e proiettate in un futuro generativo responsabile. Lo Stato non "concede" il matrimonio ma lo "riconosce" perchè l'unione fra un uomo e una donna precede le leggi e fonda la società. Il riconoscimento delle cosiddette "unioni omoaffettive" non ha alcun valore per lo Stato perchè non sono finalizzate a rispondere a reali esigenze sociali ma a soddisfare bisogni affettivi e psicologici individuali. Le unioni omoaffettive sono scelte personali e non riguardano lo Stato mentre l'unione fra uomo e donna riguardano lo Stato perchè costruiscono la società.

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