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Lettere al Direttore

Buttateci fuori che poi ridiamo noi

Questo lettera è un commento di un mio amico...mi è piaciuto moltissimo e lo invio a lei Maurizio, che stimo. (Patrizia Principi) Pino Soggiu Il mio pensiero è al "vetriolo". Il solo leggere o sentir pronunciare dei nomi, che non solo per me NON significano NULLA ma osservo che si tratta di signori a cui NON riconosco alcun diritto di ingerenza nelle cose italiane. Da tempo sostengo la necessità di uscire dalla macchina infernale guidata da questi signori, ripeto per me emeriti nessuno. Per cui un plauso parziale a Renzi, che sarà totale solo se avrà la passione e ragione necessari per dire, non farsi dire, BASTA, usciamo, sguazzate nella vostra brodaglia noi nuoteremo nel nostro brodino. Per cui, volendo evitare il "vetriolo", affido il mio commento ad alcuni straci dell'articolo, che ovviamente condivido in "toto"... "Ammesso e non concesso che siamo asini, non si capisce comunque perché l'Ue si arroghi il diritto di darci la pagella secondo pregiudizi, e non giudizi, che prescindono dalla conoscenza dei fatti. In altri termini, più crudi, se la Germania e i suoi camerieri scodinzolanti non apprezzano la politica romana sono liberi sì di criticarci e, al limite, di buttarci fuori dal club burocratico in cui guazzano, ma non di recapitarci una missiva dai toni ultimativi, sgradevoli, maleducati e arroganti, degni del Quarto Reich, anzi del Terzo. Essi ci hanno invitato perentoriamente a rispondere entro 24 ore al loro diktat in cui si dice che la nostra manovra (legge di stabilità) fa praticamente ribrezzo ed è quindi necessario correggerla, altrimenti... Altrimenti che? Cosa fate, ci cacciate? Provateci, fessacchiotti. Senza Italia nel mucchio selvaggio di 28 Paesi, in cerca di una unione fittizia, salterebbe per aria non solo la Ue, ma anche la moneta unica difesa con spocchia dagli affamatori del popolo, cioè banchieri, finanzieri e loro utili idioti, tra cui economisti da talk show. Ecco perché ci auguriamo che Matteo Renzi (costretti ad affidarci a lui, già siamo nelle sue mani, oddio in che mani siamo), attingendo una tantum all'aulico linguaggio di Beppe Grillo, e rivolgendosi a Barroso e complici, pronunci il classico vaffanculo. Quando ci vuole, ci vuole.". Per concludere cito la frase di un mio famoso conterraneo... "e chi non è con noi peste lo colga". Alè. Ciao a tutte/i.

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