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Lettere al Direttore

delocalizzaizone

Prendo nota delle reazioni che ha creato il servizio di Report, domenica sera, ma non comprendo lo scandalo. Dove sta lo scandalo della delocalizzazione? Quali sono i motivi che portano le aziende ad esportare le lavorazioni dei loro prodotti? Io ho una spiegazione che parte dagli anni "80 del secolo scorso quando l'inflazione galoppante faceva saltare i costi delle aziende ogni trimestre perche' i costi aumentavano ogni trimestre: qualcuno fissava l'aumento, i dipendenti erano contenti e gli imprenditori chiudevano o, peggio, fallivano. Eravamo in piena inflazione a due cifre: il rallentamento industriale e la ricerca di alternative partono da quegli anni. Naturalmente, all'inizio, tutto era in sordina: le aziende chiudevano ed i macchinari "sparivano". Il giuoco e' venuto allo scoperto a cavallo degli anni '90, con la fuga all'est di tutto il manifatturiero. A sopperire la mancanza di entrate fiscali e' aumentato il debito pubblico e, di conseguenza, l'attuale impossibilita' politica, cioe' ridicola, di abbassare il carico fiscale. Quindi abbiamo le due spiegazioni principali: aumento dei costi e carico fiscale. Oggi questi due motivi sono una unica cosa perche' e' lo Stato a far aumentare i costi sia con le tasse dirette, come per le indirette ed infine con le pseudo-tasse che sono tutte le spese che non possiamo scaricare dal reddito, quindi tasse a tutti gli effetti dal punto di vista di chi deve spendere quel denaro. Qualcuno ha calcolato che il totale sfiora il 70%. Passata la "sbornia" dell'est, i nostri imprenditori d'assalto (...ma profondamente capaci) si sono sparpagliati fino in Cina ed il prodotto costa sempre meno che farlo in Italia: i motivi sono sempre quelli e l'art.18 c'entra molto poco. Quindi e' la politica ridicola che sa solamente spendere male le risorse senza un piano serio di risanamento. Quindi e' evidente che la crescita del "pil" e' solo uno specchietto per gli allocchi: se cresce, aumenta tutto e riparte l'inseguimento alla crescita dell'inflazione. Dove si produce oggi, c'e' crescita ma costi e tariffe sono fermi e le tasse sono basse: questa e' la vera medicina per la nostra economia. Il resto sono chiacchiere inutili. Francesco Montagner - Treviso

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