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Lettere al Direttore

Con la preghiera di leggere questa lettera sull'indondazione di un condominio milanese

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Mi scuso per l’intrusione ma vorrei esprimere la mia indignazione per quanto avvenuto nel mio palazzo durante le tempeste di sabato scorso, 15 novembre 2014, e sarei lieto se questa protesta di cui parla qualche sito online, diventasse pubblica. Puzza ancora di fogna la via Arezzo al civico 9. Il maleodorante olezzo ė ancora più forte nei box e cantine. Io ce l’ho nel naso e nella mente. Si perché sabato sera dal Parco Nord di Milano arriva, come un fiume in piena, acqua sporca e violenta che sommerge la via Arezzo, la piazza San Giuseppe e le aree limitrofe. Il mio condominio, quello di via Arezzo 9, è il più colpito (forse l’unico), tanto che a cascata l’acqua riempie box e cantine, un lago profondo che ha distrutto tutto quello che abbiamo lì custodito. I vani ascensori sono diventati in breve dei pozzi fognari e in parte lo sono tuttora. Via la luce e via le linee telefoniche, un metro e sessanta di acqua, altezza collo. I condomini si affrettano a salvare quanto possono non senza rischi ... Macchine, moto, cibo .. Qualcuno ci prova, in fin dei conti la fogna arriva al massimo sotto il naso e si può respirare. C' ė un invaso che raccoglie acque piovane e quant altro nel Parco Nord, forse l' acqua ė arrivata da lì, o forse dai collegamenti di quell' opera ingegnosa con il fiume Seveso. Le ipotesi sono varie: quell’invaso non ė sicuro, o forse sono stati aperti i collegamenti delle acque del parco Nord con il Seveso per errore, o peggio volontariamente per ridurre la portata del fiume ? ... Qualcuno ci dirà mai cosa è successo? Intanto giovani e anziani, noi onesti pagatori di tasse, abbiamo perso auto, moto, bici, cibo nelle dispense, oggetti vecchi e nuovi, abbiamo passato giornate a spalare acqua e detriti nella fogna senza alcun aiuto, proseguiremo a pagare i nostri mutui e le rate o le assicurazioni delle auto. E se le assicurazioni latitano o tardano o non rispondono dei danni "alluvionali", le istituzioni sono ovviamente sempre assenti, riducendo la loro funzione ad una tentacolare caccia al soldo del cittadino, privato di ogni servizio. Continuiamo a pagare irpef, addizionali comunali e regionali, tares, imu, e chi più ne ha più ne metta: eppure nessuno ci ha dotato delle centinaia di sacchi di sabbia distribuiti altrove a Milano ( i sacchi sono beffardamente arrivati dopo le 23 quando il disastro era completo), nessuno ė arrivato tra vigili del fuoco e protezione civile, perchė "nessuno era in pericolo di vita" (come lo abbiano potuto stabilire ė un mistero). Certo, non tutti gli eventi naturali sono prevedibili, sarebbe ingiusto pensare il contrario, ma si può provare a prevenirli, semmai contrastarli aiutando il cittadino. In questo caso è mancata sia la prevenzione che il contrasto: se nemmeno i sacchi di sabbia ci erano stati dati, in quanto il Seveso dista più di 500 metri da casa nostra, forse vuole dire che il nostro palazzo non era considerato a rischio. Ma allora delle due l’una: o il Comune di Milano non ha valutato correttamente il rischio per noi, o qualcuno ha sbagliato facendoci sommergere dal letame. Qualcuno che ha costruito invasi e torrenti nel parco e che non li sa gestire … o forse, più semplicemente, qualcuno che non tiene conto di un palazzo alla periferia di Milano … perché tanto siamo poco più di 40 famiglie. In sostanze, abbiamo dovuto provvedere privatamente a eliminare l'inondazione, i pozzi di acqua che si erano creati nei vani ascensore, pensando a quando succederà la prossima volta .. Si perché chiunque sia nato e vissuto lì sa che non ė la prima volta (forse la terza o la quarta) ... Ma sa anche che questa ė stata la volta più drammatica, la più pericolosa, ci ė andata peggio di chi abita sul Seveso, e questo rafforza i dubbi circa eventuali responsabilità di chi ha studiato gli invasi del Parco Nord, i suoi canali, di chi li ha "gestiti" e monitorati durante la piena del Seveso stesso. Certo, il pensiero va soprattutto ai drammi di ben altra misura che sono conseguiti alle alluvioni ... Ma limitarsi a quello, senza chiedere aiuto e chiarezza (e perché no, risarcimenti), significherebbe fare come l' Italia .. Nella fogna fino al collo accontentandosi di respirare! Un cittadino di via Arezzo 9/a, 20162 Milano

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