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Lettere al Direttore

La complementarietà non è medievale

Signor Direttore, oggi usare la parola "complementarietà" fra maschio e femmina è diventato difficile. La "teoria" gender (ancora solo una teoria) lo vieta e lo ridicolizza. Il movimento gay addirittura considera la parola "complementarietà" un'offesa omofoba. Affermare che maschio e femmina si completano in senso fisico e psicologico è un concetto elementare e reale che dimostra, da un lato, il bisogno di completamento e, dall'altro, l'unità fisica e psicologica che ne risulta. Non è forse così ? Insegnarlo ai bambini, che lo intuiscono anche da soli, non è sinonimo di "discriminazione". D'altra parte le coppie omosessuali per avere un bambino devono ricorrere a un gamete estraneo a loro due e a un utero "in affitto". Non è così ? Dire che volere un figlio con un "utero in affitto" sia degno anche per il bambino, e per la donna pagata per farlo, non dice la semplice verità sulla maternità e non significa affermare le libertà di uno Stato laico. Il Sindaco di Roma, Ignazio Marino, dopo che è tornato dagli USA ha affermato di aver visto bambini (avuti da utero in affitto) sorridenti in braccio a padri omosessuali e da questo deduce che sono bambini felici, senza nemmeno pensare a tanti studi in materia che dicono delle enormi difficoltà per chi ha vissuto in coppie dello stesso sesso. Uno può pensare come vuole ma le "etiche" non sono uguali in dignità e nemmeno le esperienze. La laicità dello Stato non è un diktat "assoluto e non può dire che il matrimonio naturale è ormai superato, ideologico e medievale.

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