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Lettere al Direttore

ma che paese siamo

Caro Direttore, come si sul dire la classe non è acqua e Berlusconi , nonostante quanche sbandamento dovuto alla "topite", che in verità non è un malanno di cui vergognarsi, dimostra di averne da vendere come di idee chiare. Il 29 e 30 u. s, ha sciorinato con naturalezza e semplicità i mali che affliggono il nostro paese e le semplici "ricette" atte alla cura. Ricette che da anni cerca di far capire, ma la barriera costituita da una classe politica assillata dalla poltrona, ancorata alle spese di palazzo, che non vuol lasciare spazio e sempre impegnata in giochetti di bottega ed a logiche di partito che ormai hanno fatto il loro tempo, sembra più tenace del muro della vergogna eretto da uno dei regimi più foschi della storia. Inoltre come poter far capire i semplici ragionamenti di Berlusconi alla "signorile"Bindi che anni or sono, appena appresa la batosta velettorale del 2008, senza nemmeno riflettere un secondo, se ne uscì con la frase che mise a nudo tutta la profondità dei suoi pensieri" faremo opposizione su tutto"? Non parliamo poi di Bersani, che sembra che abbia la sindrome della "berlusconite acuta" che lo spinge a formulare sempre nuovi aneddoti di matrice agreste, e del parolaio fiorentino che, ad onor del vero, non si è ancora capito se è convinto di quel che dice o se pensa prima di parlare. Orbene, il pensiero di Berlusconi si può riassumere con questo semplice concetto: "diminuiamo le tasse, la burocrazia e stampiamo un po' di moneta, ricetta già adotatta in passato da altri paesi, in tal modo si innesca un meccanismo che si alimenta da solo, più soldi, più consumi, più lavoro di conseguenza più occupazione ed alla fine allo stato vanno anche più soldi. Sembra semplice, ma da noi è alquanto complicato in quanto Berlusconi oltre a non tener conto di quanto sopra menzionato non tiene conto, per sua natura generoso e signorile , dei traditori e della magistratura. E' bastato solo il pensiero che Berlusconi fosse sceso in piazza che subito la procura di Milano ha presentato ricorso contro l'assoluzione di Berlusconi per il caso Ruby. Possibile che in Italia si debbano continuare a sperperare denari dietro ad alchimie ed a teoremi indegni in un paese che si considera civile? Non sarebbe molto più utile mettere a disposizione di certi magistrati un po' di terreno da vangare?Farebbero meno danni e, se capaci, raccoglierebbero anche un po' di patate. Cordialmente Leonardo Cecca

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