Cerca

Lettere al Direttore

CASO DI MALAGIUSTIZIA

Buongiorno mi chiamo Monica Aspite, vi scrivo questa mail per metterVi a conoscenza di un caso di MALAGIUSTIZIA che sta distruggendo la famiglia di mio marito da 27 anni. Il fallimento dell' azienda di mio suocero, De Leonardis Antonino,ex amministratore della Ircam, dura ormai da 27 anni e sono stati pagati tutti i suoi creditori. Ma il curatore e giudice delegato insistono nel mettere all’asta la sua casa, per pagare altri debiti che NON CI SONO. La gestione della procedura fallimentare è stata caratterizzata da soprusi e violazioni legislative e costituzionali!....27 anni di terrorismo psicologico e di autentica guerra attuata dai preposti alla giustizia che hanno ridotto sul lastrico una famiglia onesta! Il fallimento dichiarato il 20 luglio 1987, oggi ancora aperto, ha registrato il susseguirsi di ben 4 Giudici Delegati e 3 Curatori che hanno gestito la procedura a senso unico, ovvero ad esclusivo interesse delle banche creditrici e di alcuni prescelti creditori, a scapito della par condicio e delle sorti dei malcapitati falliti. In realtà già nelle precedenti vendite dell’ultimo bene rimasto di sua proprietà e cioè la sua abitazione in Bucchianico (Ch), mio suocero ha protestato, sostenendo addirittura che sarebbero stati venduti beni per 450 mila euro non dovuti. Mio suocero, si ripete una domanda alla quale non sa dare risposta: «se i creditori e cioè le banche sono state pagate più del dovuto, se su incarico del giudice delegato un consulente tecnico di ufficio ha dimostrato che ci sono stati errori gravi nella liquidazione dei crediti vantati e se lo stesso giudice nel 2009 ha condiviso i rilievi su queste irregolarità, perché oggi va all’astala mia abitazione,unico bene rimasto, visto che si tratta di riavere soldi piuttosto che di pagarne ancora?» Sono anni che mio suocero segnala con istanze, esposti e querele, queste GRAVIIRREGOLARITA' nella gestione di questo fallimento, ma solo il giudice Alberto Iachini Bellisarii ha recepito queste sue osservazioni ed ha incaricato il Ctu Maurizio Calvi di approfondire, ed ilCtu in sostanza ha dimostrato che mio suocero aveva ragione». Infatti in un provvedimento del Tribunale di Chieti, datato 11 marzo 2009, si legge: «molteplici e differenziati risultano i motivi di erroneità» delle ammissioni al passivo «cagionate da un errato sistema di determinazione e di presentazione dei titoli di credito da parte degli istanti». Ma non basta: «nella maggior parte delle posizioni verificate esistono differenze di numerario, a volte anche di notevole importo, risultate sempre in eccesso rispetto agli importi dovuti». In sostanza, prosegue il provvedimento, «se lo stato passivo fosse stato correttamente impostato fin dalla sua formazione, avrebbe comportato un passivo diverso ed inferiore» rispetto a quello che è stato indicato. Mio suocero ha presentato anche un parere pro veritate di un’associazione antiusura di Roma (Centro Studi Giuridici Sindacato Nazionale Antiusura) che attesta e conferma TUTTE LE IRREGOLARITA' E GLI ILLECITI COMMESSI IN QUESTA VICENDA da Pubblici Ufficiali (curatori,giudici ecc). Cose dette e denunciate più volte e che hanno portato a specifiche relazioni di polizia giudiziaria e ad indagini della GdF ma si insiste nella vendita all’asta. E «a quanto ammonta la differenza in più tra lo stato passivo originario e quello peritato?» domanda la GdF al Ctu, quando lo ascolta su incarico della Procura: «la differenza è di circa 900 milioni delle vecchie lire», risponde il dott. Calvi Ed alla luce delle gravi irregolarità da lei evidenziate – insiste la GdF - sarebbe stato possibile evitare la vendita di gran parte del patrimonio dei falliti? «Si poteva evitare la vendita di immobili di valore pari ai 900 milioni di cui sopra», risponde il Ctu. Oggi tutta la documentazione in nostro possesso, dimostra che sono stati commessi dagli ORGANI DELLA PROCEDURA, «abusi, falsi ideologici e furberie varie» che avrebbero prodotto vantaggi per le banche creditrici. Ma il fatto più grave è che l'ufficio del Pubblico Ministero, partecipe per legge alla procedura, ha di fatto omesso ogni vigilanza per ben 27 anni di durata della stessa! Alla luce di quanto esposto, la mia preghiera si rivolge a Voi, solo Voi potete aiutarci a far valere i nostri diritti facendo luce su questa vicenda a dir poco SCONCERTANTE! La famiglia di mio marito ha sofferto e penato per ben 27 anni, anni colmi di profonde umiliazioni; purtroppo ci troviamo dinanzi ad un sistema CORROTTO e DISONESTO dove gli ORGANI DELLA PROCEDURA si "coprono" a vicenda per SODDISFARE i propri interessi economici,infangando e nascondendo la VERITA'! Ormai la sofferenza e le ingiustizie subite da mio suocero e dalla sua famiglia non le risarcirà nessuno, ormai gli anni passati a combattere contro questo sistema corrotto , e per altro senza risultato, non glieli ridarà nessuno, MA NON POSSIAMO E NON POTETE PERMETTERE CHE GLI VENGA TOLTA INGIUSTAMENTE anche LA CASA DI ABITAZIONE!!!!! Infatti la nuova asta di vendita è prevista per il 26/01/2015. AIUTATECI PER FAVORE! In attesa di Vs.gentile riscontro Cordiali Saluti Aspite Monica cell. 3204944510 – 3492505747email monica.aspite@alice.it

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog