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Lettere al Direttore

IL DISCORSO DI FINE ANNO CHE VORREI ASCOLTARE

<< Care Italiane, cari Italiani, mi perdonerete se, quest’anno, il consueto discorso alla Nazione sarà anticipato rispetto al 31 dicembre e, soprattutto, non sarà rivolto a Voi. So bene che ci sarebbero tante cose di cui parlare. Ma oggi intendo rivolgermi a un’altra Nazione: l’India! Signori Indiani! Come ben sapete, da troppo tempo trattenete illegalmente due nostri connazionali. O meglio, uno lo trattenete e di un altro avete respinto la richiesta di permanenza in Italia per motivi di salute. Sapete altrettanto bene, però, che essi non hanno commesso alcun crimine, nel Vostro Paese né altrove. E siete anche perfettamente consapevoli del fatto che le Vostre arbitrarie e ingiustificate decisioni sono dettate solo da motivazioni politiche, ragioni di opportunità, esigenze di convenienza. Salvatore Girone e Massimiliano Latorre erano in India per fare il loro lavoro, un compito peraltro utile a Voi. Ebbene, signori Indiani, io sono qui oggi, accompagnato dal Presidente del Consiglio e dai Ministri della Difesa e degli Esteri per ricordarVi anche qualche altra cosa. Nel Vostro grande Paese ci sono ospedali, scuole, associazioni umanitarie italiane. Con il Vostro grande Paese ci sono accordi di natura politica ma anche e soprattutto commerciale, che tempo fa siglammo, su sollecitazione di Paesi ‘comuni amici’, sul presupposto che Voi foste un Paese in via di sviluppo, da aiutare, con cui incentivare gli scambi commerciali. In Italia, inoltre, ci sono tanti – tantissimi! – Vostri connazionali, alcuni dei quali con regolare permesso di soggiorno (che però ha una scadenza!), ma molti altri in attesa di rilascio del benestare; per non parlare di numerosi Vostri connazionali denunciati (in stato di detenzione o meno) in attesa di giudizio, oltre a quelli già condannati. Ebbene, signori Indiani, con effetto immediato ordiniamo: - la chiusura di ospedali, scuole, associazioni umanitarie e ogni altra struttura italiana presente sul territorio indiano, il licenziamento del personale locale e il rientro di quello Italiano; - la sospensione di tutte le richieste di permessi di soggiorno e la conseguente immediata espulsione di tutti coloro che ne sono privi, nonché di tutti gli Indiani con precedenti penali, in attesa di giudizio o già condannati; gli espulsi saranno imbarcati con destinazione India, trasferiti su gommoni in acque internazionali, davanti alle coste indiane; - il congelamento di ogni agevolazione fiscale e doganale con aziende indiane e l’interruzione di ogni scambio di natura commerciale; - la classificazione dell’India come ‘Paese ad alto rischio’, con la conseguenza che ogni cittadino italiano che vorrà recarsi nel Vostro Paese, a qualsiasi titolo, dovrà rilasciare una liberatoria allo Stato Italiano con esonero di ogni responsabilità in caso di illecito trattenimento da parte delle Autorità indiane; - l’istituzione di una commissione di indagine sui crimini commessi dai militari indiani sul territorio italiano durante la seconda guerra mondiale (indagine troppo sollecitamente archiviata – per non dire ignorata – dall’India. Chiediamo inoltre all’Europa e ai Paesi amici – e sottolineo ‘amici’ – di dimostrare fattivamente la propria solidarietà all’Italia, nell’ottica di una sana e corretta collaborazione, all’insegna della reciprocità. E chi ha orecchie da intendere, intenda! E mi rivolgo ancora all’Onu. A Lei, Signor Presidente delle Nazioni Unite. Ponzio Pilato non deve essere emulato da un organismo tanto autorevole! Da questo momento ritiriamo la nostra delegazione da questo Congresso, sospendiamo tutte le operazioni italiane all’Estero (in ogni parte del Mondo!), sia quelle militari di pace sia quelle umanitarie, e disponiamo l’immediato rientro del personale italiano. Avete capito, onorevoli rappresentanti dell’Onu? Onorevole rappresentante del Brasile, ha inteso bene ciò che ho detto? Riporti bene alle Autorità del Suo Paese quanto ha udito oggi. Che si preparino anche loro… Invito tutti, infine, a studiare e ripassare la Storia di questo Paese, con attenzione, lucidità, obiettività, onestà. Concludo rivolgendomi ancora una volta all’India. Ora basta! Salvatore Girone e Massimiliano Latorre debbono passare il Natale a casa, con le loro famiglie! Immediatamente! Senza condizioni! Liberi! Consegnateceli o, quanto è vero che esiste il Mondo, ce li verremo a prendere! >>

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