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Lettere al Direttore

I GENITORI E L'ADOZIONE

Questa e' una lettera per quei genitori che non ce la fanno, che si sentono smarriti impauriti e a volte mollano riportando il bambino in comunita'. Aiutiamoli a capire che anche se ci sono delle difficolta' (e ce ne sono non nascondiamolo) ce la si puo' fare, con costanza e tenacia...................... Adozione, parola che racchiude delusione, speranze, attese. Le coppie che adottano sono speciali? No ,questa definizione mi infastidisce, dobbiamo essere considerati genitori a tutti gli effetti, uguali a quelli naturali e se iniziamo a considerarci e a considerarli come tali avremo fatto un grande passo in avanti. L’attesa, parola che racchiude tante speranze, tante angosce, e alla fine una gioia immensa tanto quella di una un padre che attende la nascita di un figlio fuori dalla sala parto. Quando si attende un bambino adottivo non si dovrebbe mai immaginare il suo viso, non si dovrebbe fantasticare sulle sue qualita’; si pensa che l’affetto che ricevera’ sara’ sufficiente a placare tutti gli stati d’animo, ma non e’ cosi’. Immaginate per un attimo di dover lasciare la vostra citta’ anche solo per motivi di lavoro, capirete quanto puo’ essere grande la sofferenza di un bimbo, che pur vivendo in un istituto, che considera comunque la propria casa, ha nel momento in cui viene a vivere con Voi. Due sconosciuti che non ha mai visto gli parlano in una lingua che magari lui non conosce, pretendono di abbracciarlo anche se lui non vuole, e magari alle prime difficolta’ lo riporteranno in istituto: queste sono le sensazioni che provano questi piccolini quando arrivano. Il bambino vi mettera’ alla prova, vi dara’ calci, pugni, sputi, vi insultera’ vi tirera’ i capelli e vi mettera’ in difficolta’ tutte le volte che potra’. Saranno dure prove, Vi sentirete sotto esame sempre , in qualsiasi momento, soprattutto davanti alla gente. Vi sentirete inadeguati, Vi chiederete piu’ di una volta chi ve l’ha fatto fare, vorrete tornare indietro, ma sono sicura che troverete la forza di andare avanti: l’amore per Vostro figlio avra’ inizio quando i Vostri occhi incontreranno i suoi e capirete che siete uniti da un sentimento che non ha parole per essere descritto. A distanza di tempo vi sembrera’ una battaglia vinta con dignita’ e amore. Quando dico battaglia, intendo proprio un vero combattimento, perche’ cosi e’: una lotta senza pari che mettera’ Voi e il Vostro partner in discussione: avrete momenti in cui Vi sentirete inadeguati, pieni di paure e di incertezze ed e’ in questi momenti che il Vostro legame di coppia dev’essere superiore al tutto il resto. Passati i primi mesi di inserimento del bambino, Vi sentirete meglio, ricordatevi pero’ che avrete altri ostacoli da superare. La scuola potrebbe chiamarvi, dirvi che Vostro figlio non e’ un genio, che si distrae che disturba, che ha bisogno del sostegno perche’ ha problemi di apprendimento. Lottate con tutte le Vostre forze, affidatevi a specialisti nel campo della psichiatria infantile, e solo quando loro Vi diranno che ne ha veramente bisogno accettate. Non arrendetevi subito cercate di capire quali sono veramente i bisogni di Vostro figlio e non demoralizzatevi perche' vi sentite delusi dalla realta' che e' diversa da come avevate immaginato potesse essere. . La scuola tratta i bambini adottati come bambini stranieri, dimenticando molto spesso che le problematiche sono diverse. Il bambino adottato ha delle ferite psicologiche che solo con pazienza e tanto amore potranno rimarginarsi. Non tutte le scuole hanno la struttura e gli insegnanti adeguati, cercate informatevi questa parte e’ molto importante non sottovalutatela. Noi siamo stati fortunati nella seconda parte della scolarizzazione di nostro figlio. perche' abbiamo conosciuto la Dott.ssa Golfari della Giovanni Paolo II di Melegnano, ottima scuola, ottimi insegnanti pronti ad aiutare tutti i bambini in difficolta’, le persone preparate ci sono, ma bisogna cercarle e non arrendersi mai. A distanza di nove anni, ripensiamo ai momenti in cui l’ombra ci avvolgeva e avevamo paura, ma con la forza di volonta’ e l’affetto di una famiglia unita ce l’abbiamo fatta, e quando guardiamo indietro i muri superati del passato, vedendo nostro figlio sereno, ci sentiamo orgogliosi di cio’ che abbiamo fatto e che faremo per lui in futuro. Se tornassimo indietro rifaremmo lo stesso percorso, abbiate fiducia e continuate a lottare……..la vita vi premiera’. Rosanna Bianco p.s. in queste poche righe ho cercato di raccontare la nostra storia simile forse a tante altre ............noi pero' non ci siamo arresi

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