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Lettere al Direttore

Al ciambellano della repubblica in risposta al discorso di Bologna

Signore, voi avete deliberatamente insultato parte del popolo che governate ovvero quella parte che si gloria di avere un’identità italiana. Poiché tra noi e voi non ci può essere identità, la vostra deve essere di altra natura. Voi parlate d’identità ed integrazione in modo fumoso e dolciastro ma non dite mai nulla di come immaginate il futuro di questo popolo, eppure lo dimostrate con ogni vostro atto. Voi andate verso un’Italia senza crocefissi sui muri e campane nelle chiese, verso una scuola che insegni l’inglese come prima lingua, voi sventolerete una bandiera blu con stelle d’oro in luogo del tricolore, rosso del sangue dei martiri; voi siete abbagliati da modelli stranieri e dal materialismo e darete un futuro straniero a questa terra. Io mi sento figlio, indegno, di Mazzini, voi di Fonzie e della peggiore tradizione dei moderati d’Italia. Checche voi facciate l’Europa non può farsi Arabia, il cuore d’Europa è in Cristo non in Maometto e secoli di cultura esprimono questo semplice fatto: questa è la Casa dell’uomo bianco. Pertanto l’Europa non è America, laboratorio di etnie e culture, privo di storia antica, padri e martiri da onorare. Ma voi di questo non curate e con il vostro modo di educare arrischiate di uccidere i popoli d’Europa; gli stessi popoli che hanno conquistato valori di libertà, tolleranza e laicità che li rendono accoglienti verso gli altri sulla base di un grande principio di universalità umana. Se questo li annullerà, per mezzo della vostra integrazione ibrida, avremo cancellato tutto il bene della specificità che ha nutrito, e con grande beneficio per l’Umanità, il genio degli eroi nazionali. Da Carlo Martello ad Eugenio di Savoia, una scia di sangue ha fatto barriera ai minareti in Europa e neanche di questa coloro che reggono le sorti di una civiltà non possono non tenere conto.

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Commenti all'articolo

  • aio_puer

    15 Gennaio 2015 - 13:01

    Bravo Michele. Non sei da solo. Quando si tratterà di tenere in mano un fucile per i nostri diritti, forse ci sarai anche tu.

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