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Lettere al Direttore

Italia:Repubblica fondata sulla poltrona

La politica italiana, che non finisce mai di stupire, ha una costante: la ricerca della poltrona. Nel Pd i vari "capoccia" si fanno la guerra in modo palese e si imbrogliano a vicenda ogni volta che ci sono le primarie, come se fossero tanti partiti completamente diversi in competizione. L'ultima "sceneggiata" è stata quella di Cofferati, proprio quell'ex sindacalista che riceve da Bruxelles circa 20.000 euro per farci qualche capatina ogni tanto e che ora, avendo perso le primarie in Liguria, ha parlato prima di brogli, accertati dallo stesso Pd, poi di scarso sostegno politico ed infine, visto che nessuno se lo filava, ha stracciato la tessera del Pd con la volontà di formare un nuovo partito questuando adesioni da Sel e dalla base del Pd al solo ed unico scopo di restare a galla. Sembra che per la sinistra l'unico obiettivo importante sia quello di dare appoggio a tutte le richieste del mondo gay, sovvenzionare lo scempio dei Gay Pride come è successo recentemente a Milano e di dare un colpo mortale al sacro concetto di famiglia, tutto il resto è carta straccia. Viene solo da chiedersi in che mondo viva Cofferati, in quanto sembra che non si sia mai accorto che forse non esistono primarie nel Pd immuni da voti "pilotati" e irregolari di stranieri pagati per votare a comando. I partiti di centro, causa la scarsissima consistenza, vanno avanti con i soliti ed inutili paroloni: coerenza, senso di responsabilità etc, tutte cose che però loro disconoscono e pur di restare a galla sono disposti a sostenere una maggioranza qualunque essa sia purchè fornisca qualche sgabello. Fi naviga su una barca sconquassata come quella del Pd, sulla quale esponenti giocano alla corsa per la poltrona e sembra che non abbiano capito che si stanno riducendo al lumicino e che senza Berlusconi possono chiudere bottega. Del M5S è meglio non parlare, ultimamente da quando Grillo limita le sue esternazioni, non fanno più neanche ridere, fanno solo piangere. Rimane la Lega, la quale di certo non brilla per solidità interna, ma, ad oggi, è l'unico partito che con forza si batte contro il terrorismo e non è cosa da poco; ha la pecca però di non avere al suo interno personaggi di spicco sia in campo nazionale che internazionale, ma se riuscirà a raggiungere almeno il 20% nei sondaggi, qualcuno si assocerà di sicuro, magari non tanto per fede politica quanto per la prospettiva di una comoda poltrona. Ormai si può dire, senza ombra di smentita, che l'Italia è una Repubblica fondata non sul lavoro, bensì sulla poltrona e l'accettazione di Napolitano della carica a senatore a vita, con tutte le immense spese che comporta per l'erario, ne è la cartina di tornasole.

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Commenti all'articolo

  • zhoe248

    20 Gennaio 2015 - 15:03

    Non solo di senatore a vita, ma anche quella di "presidente emerito", titolo non previsto dalla Costituzione, introdotto x decreto a luglio 1998 firmato Prodi,Presidente del Consiglio, perfezionato nel 2001 con decreto Ciampi Presidente della Repubblica su proposta Amato Presidente del Consiglio,.Va da se che il titolo comporta necessariamente ulteriori oneri a carico del popolo bue.

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