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Lettere al Direttore

Siamo seduti sulla dinamite.

Noi siamo seduti su un bidone pieno di dinamite e facciamo finta di niente. Non è detto che avvenga l'esplosione, anzi le probabilità che non succeda nulla non sono inconsistenti ma chi ha un po' di sensibilità non può stare tranquillo. Il malcontento in Italia e più generalmente nei paesi occidentali cresce in maniera esponenziale ma per frenarlo si ricorre soltanto a palliativi. Ogni tanto si sente o si legge la descrizione allarmata del divario tra i più ricchi e i più poveri che si allarga ma quale, fatta la diagnosi, può essere la terapia? Tagliare le entrate e i capitali di coloro che stanno meglio? Ciò non servirà ad arricchire i poveri ma soltanto placare (ma per quanto?) il loro senso di invidia. Già Spengler aveva scritto sul tramonto dell'occdente; da allora vi sono stati dei progressi, ma si badi bene, erano dei falsi boom, unicamente riprese economiche che compensavano i crolli successivi ad avvenimenti incresciosi come la crisi del 29 e le distruzioni della seconda guerra mondiale. Più razionale sarebbe rassegnarsi, ma come può incitare alla sopportazione un uomo politico che esiste per promettere a ruota libera ricchezza e benessere per raccogliere elettori?

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Commenti all'articolo

  • laghee

    29 Gennaio 2015 - 16:04

    piu che tagliare i capitali a coloro che stanno meg;lio, forse sarebbe opportuno taglaire la testa (senza processo)a qualche personaggio ! ,,,, Pennati, Scagliola, Valentino Rossi (grande evasore) Toto Rina e da ultimo il sindaco del mio paese !!

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