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Lettere al Direttore

Prendeteci in considerazione

Negli anni ci sono state diverse riforme che hanno spinto l'età pensionabile verso l'alto. La maggior parte degli invalidi è compresa in una percentuale di invalidità dal 46 al 74%. Noi invalidi, in questo procedere, siamo stati equiparati alle persone sane e, come tali, non abbiamo diritto nessuno sconto ai fini pensionistici. Le commissioni mediche sono sempre più severe. Molti di noi sono ultracinquantenni rimasti disoccupati. Per chi invece ha un’occupazione, lavorare sino a quasi 70 anni con un handicap è una tragedia. Molti invalidi sono impiegati in unità produttive con macchine in movimento. Chi ha perso il lavoro ed era vicino alla pensione, senza reddito e senza nessuna copertura, finirà per ricadere sui bilanci dei Comuni. Stabiliamo una quota età o un sistema di flessibilità per accedere alla pensione in base ai contributi versati. Tutti sanno benissimo che, con la crisi che stiamo attraversando, quasi nessuno assumerebbe un invalido ultra 55enne. Mi affido alla sensibilità di chi può intervenire. Antonio Montoro - Biella

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