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Lettere al Direttore

La "Damnatio memoriae" che ha colpito mio zio partito per il fronte, ma morto in casa

Caro direttore, le racconto una storia triste della mia famiglia. Mio zio Salvatore Pisano fu arruolato nell’Esercito nella Prima guerra mondiale e partì per il fronte in Friuli. Morì nel settembre del 1919 a soli 22 anni di setticemia, a causa di gravi ferite riportate in combattimento, nella sua casa a Napoli: probabilmente colpito da uno shrapnel che lo aveva terribilmente sfigurato. E’ il racconto frammentario di mia nonna Consiglia: non ha mai voluto raccontare tutta la vicenda di suo fratello che fu, come si può ben immaginare, una tragedia devastante. Mi disse soltanto che gli aveva tolto con le pinze le schegge che aveva ancora sul corpo: sembra che una di queste conficcata nel cervello gli abbia procurato la morte. Spinto dal desiderio di voler ricostruire i fatti per dare onore alla memoria di mio zio, mi sono messo alla ricerca di notizie ufficiali. Ho contattato il Centro Documentale dell’Esercito a Napoli, il ministero della Difesa e il Comune di Napoli: l’esito è stato negativo. In pratica, mio zio non è deceduto al fronte ed è come se non avesse combattuto per la Patria: nessun onore, nessun riconoscimento. E’ mai possibile che su di lui sia caduta una “damnatio memoriae” che lo posto nel dimenticatoio? La saluto e la ringrazio cordialmente per l’eventuale pubblicazione Marco Liguori - Napoli marco_liguori@katamail.com

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