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Lettere al Direttore

lettera al Presidente della Repubblica

Chiedo la possibilità di pubblicare la lettera inviata al PDR per informare l'opinione pubblica sul caso dei docenti inscritti nelle graduatorie di merito ma esclusi dal piano di assunzione. Ringrazio anticipatamente Egregio Presidente della Repubblica Sono un insegnante iscritto nelle graduatorie di merito (GM) del concorso 2012. Il 12 marzo, giorno della presentazione del Ddl “La buona scuola”, io e altri 6000 colleghi siamo stati inspiegabilmente esclusi dal piano di assunzione. Ho cercato di capire, analizzare il mio stato d’animo: sento di aver subito un torto profondo, una ingiustizia, quasi uno scherzo crudele da parte di una politica fino ad ora considerata amica, giusta. Negli ultimi mesi la politica aveva rassicurato, dichiarato ufficialmente che i docenti inseriti nelle GM sarebbero stati assunti. E proprio così doveva essere poiché le leggi dello Stato italiano prevedono che i docenti che abbiano superato il concorso 2012 siano iscritti nelle graduatorie di merito e siano assunti tramite scorrimento per almeno tre anni prima di un nuovo concorso. Ed ecco il colpo di scena. La politica decide di cambiare radicalmente posizione: il 12 marzo dichiara il contrario di quanto asserito fino a qualche giorno prima non rispettando quanto chiaramente detto nel Testo Unico e nel decreto di scorrimento firmato dalla stessa Giannini. Mi ricordo la scena del film “Il Marchese del Grillo” in cui il marchese interpretato da Alberto Sordi, dopo essersi fatto consegnare un mobile da un artigiano ebreo, decide sul più bello di non pagarlo. Eppure il mobile era perfetto, ben fatto e in tutto rispondente alle richieste. Cosa avrebbe potuto fare l’artigiano di fronte ad un atto di prepotenza di un marchese? Nulla. Noi siamo solo 6000 docenti, senza sindacato, senza un partito che ci rappresenti, per nulla appetibili dato l’esiguo numero, invisibili perfino per la stampa. Cosa possiamo fare di fronte ad un marchese che decide arbitrariamente di non rispettare più la parola data, di non rispettare più le regole del gioco? Come possiamo difenderci da chi fa un atto tanto gratuito quanto arrogante come toglierci un diritto conquistato per merito, avendo superato il concorso più selettivo di sempre? Questa non è solo la storia di una promessa non mantenuta, ma soprattutto la storia di un diritto negato, scippato in maniera tanto impudente. Noi ovviamente ci battiamo per il nostro posto di lavoro, ma anche perché ingiustizie come queste non capitino ad altri. Chiedo un Suo intervento affinché venga modificato quanto appare così illogico, ingiusto, privo di ogni minima base normativa. Come cittadini e come docenti io e gli altri 6000 colleghi abbiamo bisogno di tornare a credere nel rispetto delle leggi, nei principi del merito e della meritocrazia, e soprattutto nella politica. Con Stima Giuseppe De Gennaro Bracciano (Rm) deget@tiscali.it

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