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Lettere al Direttore

L’Italia è una sola, chi detta le regole sono tanti e gli italiani non sanno a chi obbedire

Egregio Direttore Maurizio Belpietro, in Italia chi si sveglia prima comanda, ovvero ci sono giornalmente circa trenta milioni di italiani che comandano ed altri trenta milioni che vanno in “ordine sparso”, ovvero non sanno a chi votarsi. La Corte costituzionale ha sancito: chi non ha la carica dirigenziale è privo del diritto di firma, ovvero non può rapportarsi con i cittadini ed istituzioni che sono fuori dall’ufficio di appartenenza; la sentenza n.37 del 17 marzo 2015 è stata emessa in capo ai funzionari dell’agenzia delle entrate che hanno firmato cartelle di pagamento senza avere la qualifica legale di dirigente (ovvero non avevano ricoperto la funzione dirigenziale per concorso pubblico ma più semplicemente per “grazia ricevuta”). Sulla base di questi elementi i cittadini che hanno ricevuto cartelle di pagamento non in regola con il dettame sancito dalla Consulta ed hanno intrapreso la contestazione di queste cartelle ritenute fuori legge, si trovano in un nuovo “trauma”, alcune Commissioni Tributarie Provinciali emettono sentenze di validità delle cartelle di pagamento, altre Commissioni emettono sentenze di invalidità delle suddette cartelle di pagamento. E’ il caso della Commissione Tributaria Provinciale di Gorizia, con la sentenza n.63/01/2015 ha riconosciuto la vittoria dell’Ufficio; contrariamente per gli stessi motivi di causa, la Commissione Tributaria Provinciale di Milano con la sentenza n. 3222/25/2015 ha riconosciuto la vittoria del contribuente. Siamo nel caos totale!!!! Queste discrasie si riscontrano spesso anche nelle aule di giustizia ordinaria, amministrativa e contabile. Per uno stesso motivo di causa, tribunali diversi possono emettere sentenze contrapposte, addirittura questo avviene tra sezioni giudicanti di una stessa corte d’appello e/o sezioni diverse della Corte di Cassazione. Prima di entrare in un’aula di giustizia bisogna votarsi ad un “SANTO”, sperando che sia quello “BUONO”. Le regole ci sono ma poi ogni uno fa come “JE PARE”. Pare chiaro che molti dirigenti e magistrati ignorano la legge e creano solo caos. Nel caso dei dirigenti o non dirigenti dell’Agenzia delle Entrate c’è una regola sancita dalla legge, solo i dirigenti possono emettere provvedimenti e/o raffrontarsi con soggetti esterni all’Ufficio, perché solo i dirigenti hanno il “POTERE DI FIRMA”, tutto il resto è fuffa. Purtroppo molti ignorano il significato del “POTERE”, ovvero chi può o non può fare un’azione definita. La saluto con stima

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