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Lettere al Direttore

Pensioni vs Democrazia

Buonasera Direttore Belpietro , in merito alla recente Sentenza della Corte Costituzionale afferente alle pensioni, trovo "immorale" che possa venire definito immorale l'adeguamento delle pensioni stesse ai sensi di quanto previsto precedentemente all'entrata in vigore della" Legge Fornero". I pensionati difatti, più o meno ricchi, sono persone che hanno comunque speso gran parte della loro vita lavorando ed oggi vivono nell'assoluta incertezza dei propri diritti. Sembra che il modo più semplice e "comodo" - non avendo infatti i pensionati alcun strumento di contrattazione - per contenere la spesa pubblica sia proprio il prelievo ovvero la mancata corresponsione di emolumenti a questa categoria di cittadini. Peraltro, pensioni definite esagerate da c.d. rappresentanti del Popolo (?!) quali ad esempio 3000 euro mensili - frutto di professionalità, preparazione e studio espressi lungo il continuum temporale della vita lavorativa - risultano ben piccola cosa se confrontate sia agli emolumenti corrisposti ai prefati rappresentanti sia ai vitalizi (che non hanno inoltre lo stesso spessore giuridico delle pensioni) che vengono elargiti piuttosto che corrisposti agli stessi rappresentanti al termine del loro indispensabile contributo alla democrazia del Paese. Infine mi chiedo, e cortesemente chiedo a Lei, se in questi anni (dal 2012) gli stessi vitalizi hanno subito la stessa ratio delle pensioni ovvero se sono stati o meno indicizzati al costo della vita. Nel ringraziarLa per l'attenzione, mi è gradito porgerLe, nell'occasione, Distinti saluti Massimo Bezzoli

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