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Lettere al Direttore

Delirio di onnipotenza.

Le voglio raccontare un fatterello di per sè insignificante, ma forse indicativo dello "stato dei lavori". Qui, nella rossa Romagna, in una cittadina di 60.000 abitanti, ci saranno le elezioni comunali. La sinistra, dominante come sempre (non si va neanche al ballottaggio da tempi immemorabili), si presenta tutta unita, dalla dc a sel, comunisti, stalinisti, leninisti, verdi e quant'altro. La Destra, invece, va in ordine sparso, ognuno per sè. Il rischio è che non si riescano a mandare in consiglio neanche quattro gatti per provare a opporsi alla splendida accoglienza che il nostro comune fà da sempre a rom, extracosi ecc. Ho chiesto ai vari gazebo della Destra stamattina in piazza il perché di questo suicidio e la spiegazione è questa: quelli di Forza Italia sono disponibili all'apparentamento solo a condizione che il candidato sindaco sia il loro. Notare che F.I. qui è ormai ridotto a percentuali a una cifra (piccola) e non è più, non dico il primo, ma neanche il secondo partito di una eventuale coalizione di CDX. Come lo definirebbe questo, delirio di onnipotenza, mania di grandezza, scollamento dalla realtà? Faccia lei, caro Direttore.

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