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Lettere al Direttore

Pensioni e Corte Costituzionale.

Spett. Direttore Vicenza 13/05/2015 Sulle pensioni e la sentenza della Corte Costituzionale qualcuno dice che bisognerebbe restituire a tutti il malloppo. La Corte Costituzionale ignora da quasi settantanni che l’art.38 della nostra “Carta”, mai applicato integralmente, indica chiaramente quale sia il livello di reddito al quale hanno diritto i cittadini. Tale livello di reddito viene definito testualmente: “I lavoratori hanno diritto che siano provveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in casi di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”. Il riferimento all'invalidità e vecchia è ovviamente un riferimento a tutti i pensionati. Il riferimento ai disoccupati involontari è un riferimento a tutti i disoccupati, meno quelli che fanno i disoccupati per loro “evidente scelta”. In Italia ci sono circa 5 milioni di pensionati che sono costretti a vivere con il minimo Inps che è di circa 520 € al mese. La Corte Costituzionale non si rende conto che 520 € al mese non sono assolutamente “mezzi adeguati alle loro esigenze di vita” come invece prevedrebbe espressamente l’art. 38? La Corte Costituzionale invece si preoccupa che siano indicizzate le pensioni che superano tre volte il minimo e, inoltre, senza nessun tetto di quante volte questo minimo venga percepito. Qualcuno sicuramente dirà ognuno prende in base a quello che ha versato. Questo non è lo spirito del’art. 38 della nostra “Carta”. Il sistema sanitario funziona con il contributo fiscale di tutti in base al loro reddito ma offre a tutti, solidalmente e indistintamente, gli stessi servizi. Nessuno che va all'ospedale si sognerebbe di dire io ho pagato di più e devo ricevere di più. Così dovrebbe essere il sistema pensionistico: ognuno paga, obbligatoriamente, in base al suo reddito e ognuno riceve, solidalmente quello che l’Art. 38 prevede: “mezzi adeguati alle loro esigenze di vita”. Nel sistema sanitario se uno vuole curarsi privatamente (e ha i soldi per farlo), dopo avere pagato, obbligatoriamente, le tasse per il Servizio Sanitario Nazionale, può rivolgersi alle cliniche private italiane od estere e farsi curare a pagamento come più gli aggrada. Così dovrebbe essere il servizio pensionistico dove la pensione dovrebbe rispettare, solidalmente, i parametri dell’art.38:”“mezzi adeguati alle loro esigenze di vita” ed essere pagata, obbligatoriamente, da tutti i cittadini in base al loro reddito, lasciando ovviamente ai singoli, che se lo possono permettere, di pagarsi pensioni private a qualsiasi livello. Carlo Pertile

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