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Lettere al Direttore

L’emozione e la rabbia di essere italiano

Il ricordo annuale del 24 maggio al Vittoriale è carico di emozioni. Pensare a quanti sono morti per la Patria, per darci la libertà, la democrazia, l’insegnamento di cosa sia la Patria e l’ascolto dell’inno di Mameli che ricorda il tutto, struggono l’anima, portano brividi e fanno gli occhi lucidi ancora a qualcuno. Ma c’è in contemporanea la rabbia. Rabbia di come male si sia trasformato il sacrificio dei nostri nonni e dei nostri padri e del come i politicanti che si sono susseguiti a quel sacrificio abbiano mal gestito i valori per cui tanti italiani hanno dato il loro sangue e la vita. Disonestà, ruberie, collusioni, indebiti arruffamenti, interessi personali e cattiva gestione della cosa pubblica ovvero della Patria hanno portato, per quanti credono e valorizzano tutt’ora col cuore e con l’esempio quei sacrifici di milioni di uomini e donne, al disprezzo e all’allontanamento verso le pratiche democratiche con l’astensionismo. Sarebbe interessante poter avere ancora quegli eroi tra di noi e sentire come reagirebbero verso quanti sono riusciti a far prevalere la rabbia sui valori patriottici! Gianni Arnaudo

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