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Lettere al Direttore

Disoccupato da 22 anni

Il 7 maggio 2015 ho rinviato via e-mails, in maniera più precisa, la mia situazione di disoccupazione alla Presidenza della Regione Sardegna, all'Assessorato per il Lavoro della Regione Sardegna, all'Assessorato dell'Igiene e Sanità della Regione Sardegna, al Sindaco del Comune di Cagliari Massimo Zedda, al Rettore dell'Università di Cagliari Maria Del Zompo e al dirigente del Settore Lavoro della Provincia di Cagliari Paolo Maggio. E' stato fatto presente tutte le domande che in 22 anni circa il sottoscritto ha svolto essendo stato sempre escluso. E' stato fatto presente che il sottoscritto ha sempre scritto alle Istituzioni locali senza aver mai trovato delle soluzioni positive. E' stato fatto presente un tirocinio e un corso regionale non conclusi per colpa di alcuni direttori di servizio avversi. E' stato fatto presente che lo scrivente è creditore di tutte le possibilità che mi sono state negate tramite soprusi. Quello che noto è una indifferenza locale alle mie richieste che da anni evidenzio su un diritto costituzionale al lavoro. Ho sempre notato che tali esclusioni nei miei confronti sono fatte a posta finalizzate al non inserimento lavorativo per aver denunciato la pubblica amministrazione e la politica. Una politica e una amministrazione locale, per quel che mi riguarda, assolutamente assente. Personale mal-predisposto nella mancanza di comprensione e capacità nel creare, per qual che mi riguarda, un lavoro. Privilegi di ogni genere vengono concessi solo agli immigrati. Non è giusto. La crudeltà di queste amministrazioni nell'avermi intenzionalmente lasciato marcire per tutti questi anni con richieste diluite nel tempo senza poter essere normalmente inserito nella società lavorativa e senza poter aver versato contributi pensionistici. Non sono sempre stato a casa ad aspettare caso mai costretto per colpa di queste Istituzioni. Laureato in geologia di 44 anni iscritto da circa 22 anni al CSL (ex ufficio di collocamento) e al CESIL (ufficio orientamento al lavoro per persone svantaggiate) senza mai ottenere nulla. Patrizio Indoni

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