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Lettere al Direttore

Il Piave s'incazzò

Il Piave s’incazzò. Angelo Panebianco ci informa che è passato quasi all’unanimità, alla Camera, un testo che equipara, sul piano civile e militare, i mille soldati fucilati per diserzione nella prima guerra mondiale a tutti gli altri seicentocinquantamila caduti per la Patria obbedendo agli ordini. Lo stesso testo prevede una targa, da collocare nel Vittoriano, dove lo Stato chiede perdono per il loro sacrificio. Pur confermando la nostra pietà umana e cristiana per quei ragazzi che pagarono la loro colpa, talvolta ingiustamente, non ce la sentiamo di accettare l’equiparazione ai nostri genitori e nonni che caddero con le armi in pugno. Nel nostro Parlamento deve aleggiare una qualche pulsione freudiana che porta a giustificare diserzioni, collaborazioni con il nemico e cambio di bandiera. Chissà perchè!

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