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Lettere al Direttore

emigranti a milano

Prima di scrivere , ho riguardato le foto , per essere sicuro. Oggi , da buon Milanese , durante la colazione ho dato uno sguardo al giornale. Sono stato attratto dalla notizia. : “L’onda dell’alluvione , che ha percorso le isole , le campagne, del sud , è ora arrivata nelle città, al nord. Migliaia di migranti , sostano , ora , nelle nostre Stazioni, bivaccano , in un interregno di legalità , sfiniti , uomini, donne e bambini ,senza sostegno e alla ricerca di un futuro che non esiste, in fuga dall’orrore ! “ Foto di Milano , articoli sull’emergenza della Stazione Centrale. Mobilitazione generale. Alle 16.00 , preso da un fermento di solidarietà,e curiosità , ho comprato il biglietto , sono salito sulla 60, cinque fermate , da Via Eustacchi, 2 Km. in linea d’aria. Lo discesa sul Piazzale . Subito sono stato preso da un senso di calma, niente di vociare , urla, manifestazioni, polizia in assetto di guerra, sirene , ambulanze, niente , silenzio. E l’onda dei migranti ? Si , sul lato Est, li vedo , sotto i quattro rinsecchiti alberelli , tra i muretti ed il verde , saranno circa tre-quattrocento, difficile contarli, se non fosse per la notizia , si potrebbe scambiarli per tifosi di qualche squadra africana, tanto appaiono composti ed educati. Nessun segno di nervosismo od esasperazione , contegno in quella che appare una speranzosa attesa. Di che cosa ? Come sono arrivati qui ? Di certo sono tranquilli. Sono giovani , quasi tutti , dai tratti Etiopi,Eritrei, di quella parte dell’Africa, per noi , ben vestiti, quasi alla moda , magliette, pantaloni , felpe, e, scarpe nuove ben tenute, che,non hanno certamente percorso chilometri , puliti, apparentemente sani e ben nutriti. Quasi tutti maschi , massimo trentenni ,poche donne , un paio di anziani e bambini. Non danno nessun segno di Integralismo Islamico , anzi , dal vestire , agli zaini , ai telefonini, mi sembra proprio che cerchino altro. Dell’emergenza sanitaria non vedo segno ,certo non si possono perlustrare tutti quei corpi. In questo “civile” accampamento vedo pochi segni di inciviltà ,si , qualche piatto e forchetta di plastica , testimonianza di cibo donato , lasciati sul selciato, qualche odore di urina e birra , ma per il resto è tutto normale , tanto che la Polizia Locale , si sbraccia per farli sgomberare dalle sedute sull’erba in cambio di quelle sul muretto di pietra. Intorno i mezzi della Nettezza Urbana , e gli addetti con attrezzi e sacchetti , tra le aiuole a raccogliere , pochi rimasugli. Continuamente. La Polizia , e le Ambulanze , con i lampeggianti , sono più in là. Fotografo quel cerchio , sono 5-6, si vede subito , che sono capi ,di cosa non so , ma non sono certo emigrati , sono vestiti da grido , dalle scarpe, ai pantaloni , alle camicie di seta, ai gioielli, ai doppi telefonini con gli auricolari bianchi, si muovono con saputa disinvoltura. Due di loro , minuti dopo , al mio risalire sulla ’60, li ho visti , tornare velocemente , da via Vitruvio verso la Stazione , occhio guardingo , strano per un emigrante che , oltre all’assenza della “ lingua “, dovrebbe avere serie difficoltà di orientamento geografico , in un posto a lui sconosciuto. Se “quelli” sono stranamente tranquilli , credo , da quello che ho visto , che stiano attendendo , da “qualcuno” , il momento , il segnale per riprendere il loro cammino , altrimenti perché sarebbero qui , ad aspettare ,cosa , con quale biglietto , verso dove ? Altri sono fermi alle frontiere con la Francia , Austria-Germania , da quello che vediamo alla televisione , non li fanno passare, dai fotogrammi , anche loro son ben vestiti , al momento non scorgiamo, nei loro volti , i tratti della paura del dramma dell’esodo della Seconda Guerra. Forse ora sono leggermente rilassati , quello è alle loro spalle. Da quello che ho visto , mi viene da pensare : - quale regia , quali interessi , stanno dietro tutto questo ? Perché sono lì , e chi sono quei “papponi “, che gironzolano eleganti e disinvolti , lanciando segni agli emigranti seduti attorno alla Stazione ? Forse è a loro che bisognerebbe guardare in tasca e nelle rubriche telefoniche. Ma non è il mio mestiere . Mi sono semplicemente , allarmato ,e ,curioso,sono andato a vedere cosa stava succedendo a 2 km. da casa mia.

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