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Lettere al Direttore

Sto con il Rettore Gaudio: anche la bellezza è un valore!

Gentile Direttore, con stupore ed indignazione ho letto del pretestuoso attacco, con richiesta addirittura di dimissioni sostenute da una petizione online, portato al Magnifico Rettore de "La Sapienza" Università di Roma, Prof. Eugenio Gaudio, reo di aver partecipato ad un concorso di bellezza tra le studentesse iscritte all'Ateneo romano. Premesso che il concorso non è stato né organizzato né sostenuto dall'Università, ma trattasi di un semplice evento privato al quale è stato invitato il Professor Gaudio, non vedo quale attacco alla dignità delle donne e quale offesa sia stata portata al prestigio dell'Ateneo romano dalla partecipazione del Rettore, il quale avrebbe potuto declinare l'invito, con il classico atteggiamento, magari "politically correct", da bacchettone, o aderirvi, come bene, a mio parere invece ha fatto, rinnovando una tradizione goliardica ultraventennale alla quale hanno preso parte anche altri suoi illustri predecessori. Di eventi simili, le università americane, ad esempio, ne sono piene. Non capisco perché la bellezza femminile, la grazia, il portamento che nel corso della storia dell'umanità, da sempre hanno ispirato migliaia di pittori, scultori, poeti, musicisti e scrittori in tutto il mondo, debba essere vista come un disvalore, quasi da nasconderla o vergognarsene, specie in una società come la nostra che si nutre di immagine e comunicazione. Chiaramente la bellezza, sia in campo accademico, così come in qualsiasi altro ambito, da sola non basta: occorrono solide basi culturali, studio ed applicazione costante, una robusta preparazione, doti intellettive non da poco conto, ma perché mai queste qualità non dovrebbero coesistere? Eppure di splendidi esempi ne abbiamo tanti! Infatti le partecipanti al concorso, venivano valutate anche per il numero e la media dei voti degli esami sostenuti. In questa vicenda sembra rinnovarsi l'eterna contrapposizione tra bellezza ed intelligenza, come fossero in eterna antitesi, inconciliabili ed opposte. Eppure entrambe sono delle doti naturali, entrambe sono utili e portano vantaggi nella vita, ma se prevale l'intelligenza si è brave e si viene lodate, ma se è la bellezza a prevalere, allora le donne sono considerate delle "oche giulive", disprezzate, e la loro avvenenza viene considerata un disvalore. Ma perché questo accade? Credo che vi entri la cosiddetta "questione morale": l'intelligenza non viene vista come una dote naturale, ma si ritiene possa svilupparsi solo con lo studio e l'applicazione costante, mentre la bellezza viene vista come un regale della natura, senza alcun merito del singolo individuo (semmai dei suoi avi), e quindi senza valore. Ma al di là delle ideologie e delle ipocrisie, nella realtà le cose non stanno esattamente così: anche l'intelligenza, come la bellezza, il talento, le abilità, le capacità, fino al genio, son tutte doti naturali e quindi, non essendocele meritate, non dovrebbero avere valore o portarci vantaggi tangibili? Pensiamo ai grandi artisti del nostro Rinascimento, fino al genio di Leonardo, ai campioni dello sport, ai bambini prodigio fino ai geni dell'informatica attuale che tanto stanno cambiando le nostre quotidiane esistenze, prescindendo, addirittura, dagli studi accademici, tanto per fare alcuni esempi. E allora? Tutti questi talenti naturali, tutti questi guru della telematica mondiale come Jobs o Gates non dovrebbero valer nulla per il sol fatto che son nati con un cervello grosso così? Oscar Wilde diceva che la bellezza è una forma di genio; anzi, che è più alta del genio perché non richiede spiegazioni. In linguaggio moderno, possiamo affermare che la bellezza è più "democratica" del genio, alla portata di tutti, in quanto il genio va compreso o interpretato, mentre la bellezza la capiscono tutti: basta guardarla.... Sono orgoglioso di essermi laureato, summa cum laude, in Medicina e Chirurgia alla Sapienza, la più grande Università di Europa, tra le più antiche in Italia che, nonostante i problemi di sovraffollamento, riesce ad erogare studi di qualità ritenuti, insieme a quelli di Bologna, ai vertici della classifica nazionale Credo sia ora di finirla con simili ipocrisie e falsi moralismi: i problemi, quelli seri, come l'istruzione, l'università, la sanità e la ricerca scientifica son ben altri! Giancarmine Russo - Roma "Una cosa bella è una gioia per sempre: cresce di grazia, mai passerà nel nulla" (J. Keats)

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