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Lettere al Direttore

i debiti non sono terremoti

Osservo la tragicommedia greca e mi viene da fare una semplice osservazione: i debiti non sono terremoti nel senso che una persona, un’azienda, una nazione è in attivo poi in pari poi con una piccola perdita che aumenta nel tempo fino al crac finale. Il problema è che chi ha il potere di intervenire non fa nulla anzi peggiora la situazione portando però a casa ogni mese lauti stipendi e ampi consensi di chi sta vicino pagati profumatamente. Ci avviciniamo ai 2.200 miliardi di debito (in euro no lire), tasse da record, disoccupazione da paura , pensioni da fame. I grandi problemi su cui impegnarsi: accoglienza degli stranieri, rom e gay. Costruiamo Grecia 2 giorno dopo giorno con un impegno degno di miglior causa. La genialata della classe politica greca: indire un referendum che tradotto in parole povere è “tu che da una vita produci 10 e incassi 20 vuoi restituire i 10 che qualcuno ti ha prestato?” La risposta: NO. Agli spiriti semplici dico quindi “auguri”, a tutti gli altri “prepariamoci all’impatto”. MASSIMO CARPENE

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