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Parte la maratona in Regione

Lombardia, arriva in aula la nuova sanità: ma Fi e Lega sono ancora divisi

Lombardia, arriva in aula la nuova sanità: ma Fi e Lega sono ancora divisi

I capigruppo di maggioranza si ritroveranno questa mattina alle 9 al Pirellone per provare a sbrogliare la matassa sulla riforma sanitaria che, un’ora dopo, inizierà il suo iter in Consiglio Regionale. Ieri invece è saltata la riunione «tecnica» che avrebbe dovuto vedere impegnati i consiglieri della commissione competente. All’appuntamento non si è presentato nessuno. Tutta colpa della maretta politica e delle decise prese di posizione della Lega da una parte e di Forza Italia dall’altra. Così i «tecnici» hanno preferito passare la mano ai «politici».
Il punto chiave del dissidio riguarda il domino degli accorpamenti milanesi e le nomine politiche che ne scaturiranno. Forza Italia immagina il «Polo dell’infanzia» formato dal Fatebenefratelli, dal Buzzi e dal Macedonio Melloni. La Lega, invece punta a un polo formato dal Sacco, dal Buzzi e dal Melloni. «Abbiamo fatto passi indietro su tanti aspetti della riforma - spiega Fabio Altitonante, consigliere regionale di Fi -. Su questo però non siamo disposti a trattare, perché crediamo sia la soluzione migliore per i milanesi». La posizione della Lega ha però sponsor assai forti, quali i medici del Buzzi (che il polo pediatrico lo vorrebbero sotto l’ala del Sacco), il rettore dell’Università degli Studi di Milano Gianluca Vago, l’intero Ncd e Matteo Salvini: «Non è una sua idea - ha precisato ieri Maroni - ma è lui ad essere d’accordo con quanto scritto nel nostro disegno di legge».
Il problema però resta e una proposta per la sua risoluzione prova a lanciarla il consigliere regionale di Ncd Stefano Carugo: «La vera partita che siamo ancora in tempo a giocare è quella sui criteri degli accorpamenti. Io dico che devono essere cinque: 1. I flussi dei pazienti; 2. Le caratteristiche storiche degli ospedali; 3. Le caratteristiche di affinità, ricerca e insegmaneto universitario; 4. La vicinanza territoriale e l’accessibilità per i pazienti e 5. La razionalizzazione delle risorse. L’obiettivo - spiega Carugo - deve essere quello di creare ospedali con una caratterizzazione specialistica, come accade in tutto il mondo». Criteri che, va da sè, vedrebbero vincente l’ipotesi Lega-Ncd.
Sullo sfondo dello scontro di maggioranza, c’è poi la partita delle opposizioni che hanno presentato migliaia di emendamenti per fare ostruzione. I 5 Stelle hanno depositato 10 mila ordini del giorno e più di 1500 emendamenti e anche il Pd tra emendamenti e ordini del giorno ha superato quota 10 mila. Da oggi il consiglio è convocato per i prossimi quattro giorni a oltranza, ma la Lega per bocca di Fabio Rizzi vuol fare in fretta: «Rispetto il ruolo delle opposizioni e la loro battaglia ostruzionistica. Vorrà dire che useremo questo tempo per aprire tavoli con loro su emendamenti e odg che anche noi riteniamo possano migliorare la riforma». Meno conciliante il governatore Maroni che, intervenendo alla presentazione del saggio di Mario Mantovani «Lombardia migliore? Sì, Lombardia autonoma», spiega: «Se l’opposizione farà ostruzionionismo a prescindere dai contenuti, noi staremo lì a presidiare i lavori giorno e notte finché la riforma non sarà approvata. Proporrò che il Consiglio sia convocato tutto il mese di agosto, saltiamo le ferie per una buona causa». Quanto alla coesione nella maggioranza il governatore non ha dubbi: «Abbiamo risolto il 99,9% delle questioni interne sulla sanità e domani non ci sarà un vertice di maggioranza, ma un incontro per programmare i lavori in Aula».
Ottimista sull’esito dei lavori in aula anche Mario Mantovani: «Questa maggioranza ha sempre trovato la soluzione giusta. Lo farà anche questa volta», che poi punzecchia il Carroccio: «Chiusa la partita della sanità si aprirà quella dell’autonomia. Quella che la Lega porta avanti da 20 anni senza risultati. Insieme a Maroni e al referendum, però, ce la faremo».

di FABIO RUBINI

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