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Lettere al Direttore

La Thailandia contro l'utero in affitto

Signor Direttore, la Thailandia è la prima nazione a legiferare contro la pratica dell'utero in affitto con una legge che tutela i neonati e vieta la maternità surrogata "per profitto", in particolare alle coppie straniere. La Thailandia infatti era diventata una delle mete preferite delle coppie di tutto il mondo, anche omosessuali. Solo le coppie senza figli, sposate ed eterosessuali potranno accedere ai servizi di riproduzione assistita negli ospedali. Le coppie straniere sono escluse e le coppie composte da un thailandese e una straniera (o viceversa) dovranno attendere tre anni dalle nozze per poter candidarsi a una maternità surrogata. La nuova legge non esclude completamente la maternità surrogata perchè è permesso alle sorelle biologiche di prestare il proprio utero alla sorella sterile, e solo nel caso in cui gli aspiranti genitori siano entrambi figli unici o non abbiano sorelle, è ammesso il ricorso a una madre surrogata esterna alla famiglia. Ci saranno pene a chi infrange la legge. Alle coppie gay comunque sarà vietata. La legge ha preso il via dal caso del piccolo Gammy, il bambino nato con la sindrome di Down e non riconosciuto dalla coppia australiana che lo aveva "commissionato", il secondo fu la vicenda di un uomo giapponese, padre di 16 bambini avuti da diverse madri surrogate e che puntava ad arrivare a cento figli. In Italia invece sembra tutto in alto mare. Gabriele Soliani

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