Cerca

Lettere al Direttore

Invito al Presidente Mattarella

Signor Presidente, sempre più spesso viene da chiedersi dove sta sprofondando il nostro Paese. Abbiamo un classe politica che assolutamente non fa onore né alla politica stessa né al Paese: vive tra sperperi, spesso tra affari poco limpidi, continua a generare nuovi gruppuscoli, che mi permetto di definire costituiti da persone in cerca di qualche sgabello infischiandosene beatamente di quanto promesso in campagna elettorale. Abbiamo un premier che continua a sostenere che, seppur a fatica, c'è la ripresa dietro l'angolo, quando dietro l'angolo ci sono solo aumenti di tasse, di disoccupazione, di spesa pubblica e di delinquenza più o meno organizzata, senza tener conto della tragica fine( suicidi) di piccoli imprenditori strangolati dalle tasse e dalla crisi. Abbiamo magistrati che con estrema disinvoltura fanno uso di intercettazioni telefoniche che costano un occho della testa, tanto paga pantalone, senza tralasciare coloro che, forse per dare impulso all'economia, sequestrano non solo stabilimenti, ma persino migliaia di tonnellate di manufatti in acciaio accatastati sulle banchine dei porti pronti per la spedizione; ed il tutto si consuma senza che alcun magistrato paghi per gli errori commessi. Abbiamo una stampa che in base al principio della libertà di informazione si abbassa a livelli inqualificabili ed indegni di un paese che si definisce civile.Siamo arrivati al punto e/o all'arroganza che le sentenze della Corte Costituzionale si rispettano solo se fanno comodo ed in caso contrario gli azzeccarbugli del governo cercano di aggirarle. Siamo invasi da immigrati che, oltre ad essere trattati meglio dei nostri poveri, in quanto negli alloggi o negli alberghi trovano di tutto, persino le sigarette, sono quasi sempre oggetto di un mercato di carne umana. Ci sono ovunque campi rom che ormai, oltre ad essere divenati off limits per le forze dell'ordine, danno triste spettacolo e spesso sono ricettacolo di persone detite al malaffare. Che dire del quasi quotidiano triste e turpe spettacolo che bande di delinquenti, sia nostrani che stranieri, danno con assalti a chiunque, anche ai rappresentanti dello stato. C' è poi il caso dei due Marò mai affrontato veramente da ben tre governi che hanno dimostrato scarsa "esperienza" in politica internazionale. Qui mi fermo poichè Lei sicuramente conosce meglio di me la reale e triste situazione italiana e degli italiani. La ciliegina sulla torta di questo paese, ormai allo sbando, mi permetta la definizione niente affatto esagerata, è dato da un imprenditore che, reo di aver ucciso un ladro, è stato condannato alla galera ed a risarcire i famigliari del malvivente; della domada di grazia presentata non si sa nulla, neanche in quale cassetto sia finita, ormai sembra che il tutelato sia solo il malfattore, gli altri devono solo subire e pagare Tutto questo ovviamente avviene mentre i papaveri della politica, ministri ed altri personaggi godono di un servizio di sicurezza, ovviamente pagato di contribuenti; avessero almeno il buongusto di pagarselo. Lei, Signor Presidente, non ha alcuna colpa dell'attuale situazione, ha ereditato un grosso e gravoso fardello e, pertanto, mi auguro che riporti un po' di ordine, nei limiti Costituzionali e se necessario anche oltre: su questo non avrebbe l'appoggio delle caste, ma sicuramente quello dei cittadini, senza dubbio più importante ed imponente. Come detto, la situazione è tragica. Cordialmente Leonardo Cecca

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog