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Lettere al Direttore

lettera di risposta al presidente Renzi

Egregio Direttore, le invio il testo della lettera rivolta al presidente Renzi in risposta alle sue esternazioni riguardanti i Sindaci italiani. La ringrazio per l'attenzione che mi vorrà riservare e le porgo i più cordiali saluti dott.ssa Luigia Modonesi Sindaco di Fiesso Umbeetiano (RO) 347/1507349 Signor Presidente del Consiglio Matteo Renzi, in veste di Sindaco del Comune di Fiesso Umbertiano (Rovigo), paese di 4200 abitanti, mi sento di dover respingere con fermezza le sue accuse volte "all'inclinazione ai piagnistei" degli amministratori del governo comunale ed anche al suo successivo incitamento a "rimboccarci le maniche"! Io personalmente non ho mai "pianto" in relazione al mio ruolo di Sindaco, eventualmente mi sono spesso arrabbiata e mi sento, anche nello stato attuale, frustrata nel mandar avanti un Comune senza l'appoggio di uno Stato Centrale che dovrebbe tutelarmi e mettermi a disposizione i giusti strumenti per dare risposta ai bisogni essenziali di una Comunità che soffre, come dal resto penano tutti i Comuni italiani. Si, perché il famigerato "patto di stabilità"non mi permette nemmeno di investire i fondi di cui il Comune dispone, senza indebitarlo con ulteriori mutui bancari, neppure per quegli interventi necessari ed indispensabili alla vita quotidiana, indirizzati a rendere "decenti"i servizi erogati alla persona, come ad esempio, provvedimenti tecnici alle scuole, alla sicurezza stradale, ai cimiteri, ecc... Non mi è possibile poi utilizzare l'avanzo di amministrazione per ridurre o ridimensionare il sistema tributario rivolto ai miei cittadini, mentre gli interessi di questo fondo vanno a rimpinguare il bilancio del Governo. Ed il Governo di rimando cosa fa? Quest'anno al Comune di Fiesso Umbertiano, che le ricordo essere Comune terremotato, ha perpetrato ulteriori tagli per un importo complessivo di circa 138.000 euro, cifra quanto mai enorme da compensare nel contesto di un bilancio come il mio! E quindi, signor Presidente, come ho fatto ad approvare il bilancio di quest'anno senza tagliare alcun servizio alla comunità? Magari ho perso qualche ora di sonno ma senza tanto piangermi addosso e logorarmi il fegato, ce l'ho fatta, aumentando purtroppo la TASI da 1,4% al 2%, cercando perciò di fare meno male possibile alla mia gente ma vestendomi, ahimè, di quel vestito che considero assolutamente indegno ed indecoroso che risulta essere quello di "esattore dello Stato"! Mi domando: come mai proprio lei Presidente che come primo cittadino di Firenze aveva sempre difeso i Sindaci, ora ne diviene il loro primo accusatore? Invece di accusare a destra e a manca e di far dei Sindaci un capro espiatorio, non sarebbe il caso di iniziare un percorso di conoscenza più puntuale dei problemi del territorio italiano e di camminare al fianco degli amministratori locali e dei Sindaci al fine di creare sinergie atte a dare risposte agli italiani? Sicuramente qualche Sindaco incapace e talune maggioranze di malaffare ci sono ma sono proprio questi precisi contesti che vanno affrontati duramente e sanati, non certo facendo di "ogni erba un fascio" si riuscirà a cambiar volto al nostro bel Paese! Il Sindaco, come lei ben sa, è la figura politica più esposta a critiche e polemiche perché costituisce il fronte più vicino e raggiungibile dai cittadini ed è per questo motivo che non riesco neppure ad accettare la sua esortazione all'ottimismo in una situazione che mi vede sempre in prima linea a dover dare risposte, a volte non completamente esaustive, rispetto alle esigenze delle persone, a combattere per far quadrare bilanci sempre più esigui, ad accettare il "patto di stabilità" quale tagliola dell'attività di programmazione territoriale. Presidente, non m’ interessa l'economia derivante dal mio ruolo che è di poco più di 700 euro mensili e che vede un mio personale impegno a 360°rivolto alla comunità, senza domeniche dedicate al riposo come tutti i cristiani; il mio lavoro, conquistato con le mie capacità ed il mio impegno, l'ho mantenuto e di conseguenza il mio servizio in Amministrazione Comunale si basa quasi esclusivamente sul volontariato ma non mi si venga a dire però che per salvare l'Italia non devo piangere e che devo lavorare di più, perché allora tutto ciò ha un solo significato: non esiste più uno Stato centrale alla guida del nostro Paese ma solo uno sterile sistema governativo atto a tutelare sé stesso!

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