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Bufera sul manager della struttura

Ragusa, benefattore vuole donare 2 milioni: se lo dimenticano in sala d'attesa e se ne va. Un caso politico

Ragusa, benefattore vuole donare 2 milioni: se lo dimenticano in sala d'attesa e se ne va. Un caso politico

Una storia comica, se non fosse vera. Era arrivato dagli Stati Uniti fino a Ragusa, immaginando di essere accolto come un vero eroe, e invece è finito come un normalissimo paziente in fila d'attesa. Giusto, direte voi. Forse. Forse no. Già, perché il signore in questione era arrivato all'ospedale di Ragusa per donare alla struttura 2 milioni di euro, con tanto di avvocato al seguito per sbrigare le scartoffie necessarie a un lascito di simile entità. Ma Giuseppe Giuffrè, questo il nome dell'italo-americano nonché potenziale benefattore, non è stato ricevuto dal manager che gestisce la struttura, mister Maurizio Aricò, ma è stato invitato ad aspettare nella sala d'attesa. E ha atteso, a lungo, fino a che si è spazientito e se n'è andato nella sua villa in riva alla Marina di Ragusa, che come spiega il Corriere della Sera, che ha rivelato l'intera storia, si trova non lontano da quella della fiction tv sul Commissario Montalbano.

Rivolta politica - Ora, per il manager Aricò, son dolori: si è lasciato sfuggire 2 milioni di euro senza alcuna valida ragione. Contro di lui tuonano i grillini, che ne chiedono le dimissioni. Infuriato anche Pippo Di Giacomo, presidente della commissione Sanità dell'Assemblea regionale, che da due settimane ha preso la poltrona che fu di Lucia Borsellino: "Penso che questo manager dovrebbe chiedere scusa - tuona -, intanto lo faccio io. Non è accettabile che non si trovi il modo di accogliere come si deve un cittadino tanto sensibile. Si metta in campo ogni azione per recuperare il rapporto con il signor Giuffrè", ha intimato.

La giustificazione - Da par suo, il tapino Aricò, parla della sua mattinata infernale, e spiega: "Ho accolto Giuffrà con il suo avvocato, facendoli accomodare perché il legale dell'Azienda sanitaria con cui dovevamo concordare gli aspetti tecnici era in tribunale, a 700 metri. Dovevano aspettare tutti il rientro. Ma Giuffrè e l'avvocato sono spariti. Ho provato a rintracciarli, sono rammaricato". Ora, con una serie di pressioni incrociate, si tenta di far tornare sui propri passi mister Giuffrè, che dal 1958 vive a New York, dove ha costruito il suo piccolo e personalissimo impero con le concessionarie d'auto. 

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Commenti all'articolo

  • tommaso43

    05 Agosto 2015 - 18:06

    In questo episodio, si riflette il nostro governo.Gente non all'altezza della situazione con la mania della poltrona ,e dall'arricchimento facile a spese del popolo italiano.

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  • Vittori0

    05 Agosto 2015 - 18:06

    ...evidentemente non lo hanno creduto!!

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  • Irene88

    05 Agosto 2015 - 17:05

    Uno che vuole donare 2 milioni in Sicilia SICURAMENTE non è un mafioso. Ma va là.

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  • Happy1937

    05 Agosto 2015 - 17:05

    E' un classico! Anni fa un mio parente voleva costruire una casa di riposo per Vecchi indigenti su un terreno di proprieta' di famiglia in commune di Ravenna, dotandola anche dei mezzi necessari allo scopo. La laconica risposta fu : utilizzo non previsto dal piano regolatore !

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