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Lettere al Direttore

Noi e i tempi moderni.

Egregio Direttore. Consapevole dei miei limiti, volevo comunque osservare che noi “Popolo di furbetti” siamo visti da chi proviene dall’estero come Nazione con molte leggi ma tutte eludibili. Mi spiego meglio: la civiltà di un popolo la si evince dall’osservanza di regole basilari di convivenza. Da noi, le leggi, se ne sfornano a più non posso ma solo perché così tante da risultare poi non osservabili. La politica, o meglio i politici, delegati a legiferare sono i primi non osservanti. Basta verificare i fatti di ogni momento. Le istituzioni a pioggia hanno gli stessi problemi di legittimità. Dopo questi esempi cosi eclatanti, il cittadino è legittimato a farsi furbo, molte volte solo per non soccombere. Fatto comunque sempre grave. Questo quadro amplificato dai media arriva in ogni dove sulla terra. La nostra credibilità viene meno. Tra i tanti che sono scappati da guerre, persecuzioni, condizioni di miseria e di fame ce ne sono molti che sanno di noi nei termini di cui sopra. Questi ultimi sanno di noi, forse più di noi. Conoscono i nostri limiti e se non fosse che hanno fatto un viaggio comunque con grande rischio sarebbero da considerare criminali perché tolgono le possibilità a chi realmente abbisogna. Voglio osservare, anche, che in molte comunità straniere presenti in Italia esiste un vero e proprio sfruttamento tra gli stessi connazionali. Ho, negli anni, incontrato gente che vive (sopravvive) nei capannoni dove lavorano. Diverse persone cambiano di città con una frequenza abituale. Quale futuro, quale integrazione e quale contributo al nostro PIL? Non mi soffermo poi riguardo ai nostri controlli. Solo un esempio, due vigili entrano in un negozio e chiedono alla titolare: “Come va?”. La risposta della titolare, anche se per niente in regola, quale potrà essere? I due salutano e se ne vanno. Ora, mentre attendiamo tempi migliori, le cose che si possono fare è darci una mossa di credibilità a partire dalle Istituzioni. Per spirito di equità, ricordare che anche da noi le persone che hanno fame, cercano casa e lavoro vanno aiutate. Così facendo daremo senso a “la legge è uguale per tutti”. Infine. Sono passati diversi anni dall’ultimo censimento, osservato dalla quasi totalità dei cittadini. Ora, sarebbe utile farne uno specifico dei residenti “stranieri” che richiedono di diventare cittadini italiani. È certo che chi non aderirà dovrà essere considerato clandestino. Cordiali saluti. G.F. G.F.

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