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Lettere al Direttore

il papa incoraggia il gender

Non poteva mancare che il Papa non scrivesse un incoraggiamento a Francesca Pardi, autrice dei "libri gender", che si compongono di favole raccontate ad arte per far passare la teoria di una famiglia che non è più quella naturale,cioè fondata sull'unione uomo donna. Non ci si poteva esimere dal rigettare modelli spacciati come culturali, provenienti d'oltreoceano, necessari per colonizzare il pensiero e sovvertire società che non hanno più il diritto di avere una propria identità. Che le cose procedano ormai in tale direzione non è più un mistero per nessuno. Se si avesse memoria di ciò che eravamo, basterebbe dare un'occhiata ai film di Fellini, che ha immortalato nei suoi film un'Italia viva, capace di esportare i propri modelli culturali grazie ad una genialità e creatività così forti da resistere a qualsiasi invasione di mode barbariche. Che ci sia dunque un imbarbarimento dei costumi ed una decadenza morale e culturale lo dimostra il senso di dover adottare culture altre, per essere in linea con il gigante americano che, dopo aver soppiantato l'uso dei governi a favore di finanza e consumismo selvaggio, deve per forza di cose sostenersi buttando le basi di un nuovo modo di pensare. E poichè, da che mondo è mondo, ogni società si fonda sulla Famiglia ,su valori che fin'ora l'hanno sostenuta, quando i diritti elementari non esistono più bisogna necessariamente sostituirli con diritti spacciati come rivoluzionari, sradicando il concetto di famiglia naturale. Le campagne mediatiche ormai sono diventate simili a truppe di invasione che servono per parlarci di famiglie omosex che non solo devono essere riconosciute come tali, ma devono avere la possibilità di adottare figli, perchè una coppia è benedetta quando al suo interno ci sono bambini. Ed allora via a libri che parlano di questa tematica, introducendoli nelle scuole ed imponendoli, nonostante le famiglie si oppongano a questo nuovo tipo di educazione. In fondo i mercati non vanno tanto per il sottile: hanno bisogno di una massa di consumatori privi di identità, per cui ciò che va bene per il mercato è il non plus ultra per la vita delle persone. Il segnale dato in tal senso dal Papa è quindi inequivocabile. La spiritualità o il pensare differentemente devono essere incanalati sulla via delle imposizioni spacciati come diritti. A questo punto per farla breve, per noi esseri piccoli e mediocri nella ricezione del messaggio, sarebbe cosa buona e giusta riformare la Bibbia ed i Vangeli ed in occasione del Natale allestire presepi con la figura di due Marie o due Giuseppe. Altrimenti si elimini il presepe e si mandi in soffitta anche S. Francesco che aveva creato il presepe vivente per confermare la bellezza di una famiglia come quella di Maria, Giuseppe ed il Bambinello. Se vogliamo dirla tutta e se i diritti sono davvero tali, si lasci la facoltà a chi è costretto ad accettare le famiglie gay di non chiamarsi più famiglia. Se i diritti ci sono devono valere per tutti, altrimenti sono un'altra cosa.

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