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Lettere al Direttore

Il matrimonio omosex non è un'urgenza

Signor Direttore, a 26 anni dalla prima legge al mondo che ha permesso le unioni civili alle persone dello stesso sesso (Danimarca, 1989) e a 12 anni dalla prima legge che ha di fatto allargato il matrimonio alle coppie omosex (Belgio, 2003), i dati degli uffici centrali di statistica dei vari Paesi dicono che il numero di matrimoni gay è andato progressivamente diminuendo in modo sostanziale, e sono una piccolissima parte rispetto ai matrimoni naturali. Secondo l’Istat, e i dati del Censimento del 2011, in Italia esistono 16.648.000 famiglie. Tra queste, 2.651.000 sono le famiglie monogenitoriali (un solo genitore, con figli) mentre 13.997.000 sono le coppie stabili. Le coppie dello stesso sesso certificate dal censimento 2011 sono 7.591. L ’Arcigay invece parla di 1 milione di coppie. Conosciamo queste esagerazioni fatte per impressionare la popolazione. Fecero la stessa cosa a proposito delle morti per aborto clandestino citando numeri scandalosamente falsi. I bambini e ragazzi che vivono con queste 7.591 coppie sono in tutto 529. La stragrande maggioranza di questi 529 bambini o ragazzi sono figli di un rapporto tra un uomo ed una donna e hanno anagraficamente una madre e un padre. I figli nati da autoinseminazione o da fecondazione artificiale nel caso di coppia lesbica o da procedura di utero in affitto nel caso di coppia gay, sono in Italia qualche decina. Non è dunque un urgenza sociale cambiare l'articolo 29 della Costituzione introducendo il matrimonio omosessuale.

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