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Lettere al Direttore

Segnalazione Parrocchia Cornice e Mangia di Sesta Godano.

Buongiorno. scriviamo da una piccola comunità della Val di Vara in provincia della Spezia (Cornice fraz di Sesta Godano) per segnalarei, i comportamenti altamente scorretti e inadatti del parroco attuale. Precisiamo che la parrocchia e' formata da Cornice (sede) e Mangia (vicaria). La curia spezzina è già informata a riguardo e sta promettendo da un anno a questa parte, dopo innumerevoli segnalazioni, una soluzione. I modi sono davvero brutti: insulti in chiesa, maltrattamenti ad anziani, giovani, bambini, diffamazioni, incuria nel grstire le chiese (quella parrocchiale di Cornice cade a pezzi).Abbiamo scritto un articolo, già in mano ad altri giornali, che vi inviamo di seguito: Dopo un anno di segnalazioni alla Curia della Spezia per portare in evidenza i comportamenti altamente inadeguati del parroco don Albani, i fedeli di Cornice e la maggior parte di quelli di Mangia vogliono vedere dei cambiamenti. La situazione è ormai insostenibile: la chiesa di Cornice cade letteralmente a pezzi ed è impossibile accedervi in quanto il sacerdote ne ha cambiato la serratura, tentando di giustificare il gesto accusando furti inesistenti. I soldi mancano, è vero, ma la santa Messa non viene mai celebrata, se non per le poche feste dell’anno: eppure in paese, risiedono una ventina di residenti fissi, anche d’inverno. La gente, specie gli anziani, soffre la mancanza di un parroco che svolga adeguatamente il suo dovere, che abbia una parola buona per loro, che li vada a visitare, confortare, ecc. La signora Lina, ottantottenne di Cornice, impossibilitata a muoversi a causa delle gambe, sconsolata afferma “potrei morire da un giorno all’altro senza ricevere la comunione. Non siamo mica delle bestie qui a Cornice!”. Non è da meno la signora Angiolina, novantenne di Mangia, che per più di quindici anni ha pulito e decorato coi fiori la chiesa, senza mai ricevere un “grazie” dal prete: “non sa nemmeno dove abito…” I comportamenti sono brutti pure con i bambini e i giovani; se lo ricordano bene una coppia di giovani nonni di Mangia, che hanno visto il parroco dare di matto in chiesa, durante la funzione del venerdì santo, perché il nipotino accese una candela. I giovani, a causa dei suoi modi irascibili, sono lontani dalla vita della chiesa. Riccardo e Gabriele, due fratelli ventenni di Mangia e portavoce delle due piccole comunità, non frequentano più la chiesa del loro paese: “per anni abbiamo fatto finta di niente, sorvolando alcuni modi bruschi e indisponenti del parroco” affermano “ad un certo punto ci siamo stancati; lo scorso anno i comportamenti sono stati così brutti e inadatti che non siamo più riusciti a tergiversare: è brutto essere insultati pesantemente in chiesa dal sacerdote!”. I giovani sono stati allontanati dal parroco, accusati ingiustamente e infondatamente di fatti mai commessi. “In giro, anche davanti a parenti e amici, lui e un piccolo gruppo di suoi intimi sostenitori, ci ha dato dei ladri e dei delinquenti; il motivo: essere stati troppo onesti, aver criticato certe prassi sbagliate, specie nell’ordinaria amministrazione della parrocchia, esserci dati troppo da fare per le nostre chiese. Noi abbiamo la coscienza pulita e smentiamo ogni accusa lanciata, specie per il fatto che abbiamo prove tangibili e testimoni dalla nostra parte grazie ai quali potremmo procedere con una denuncia penale per calunnia e diffamazione. È desolante notare certe azioni da parte di un sacerdote, che chiaramente va contro il suo ministero, a quanto indicato nel Vangelo e a tutti i pensieri del Papa”. I due ragazzi, ai quali si deve il successo delle feste patronali e non solo, hanno donato numerosi arredi per le chiese, si sono interessati per la realizzazione di lavori straordinari come l’orologio nuovo per il campanile di Mangia, gli impianti di amplificazione per i luoghi di culto, il restauro dell’ottocentesco armonium della chiesa di Cornice, la rinascita dell’antica Confraternita. “Papa Francesco, nel corso della sua ultima visita in America, ha ripetuto l’importanza dell’impegno dei fedeli laici nella vita della Chiesa; noi ci siamo prodigati tanto per far sentire alla gente il senso di comunità, necessario per riscoprire e mantenere viva la nostra identità. Tutto questo non è mai andato a genio a don Albani il quale, in più occasioni, ha sempre preteso di voler comandare in chiesa, definendola illecitamente casa sua. Le chiese sono state costruite a fatica dai nostri vecchi, che si sono tolti il pane dalla tavola per renderle belle e dignitose; esse sono le case del Signore e della comunità, in cui il sacerdote presta un servizio, senza avanzare titoli di proprietà illegittimi. In un precedente articolo giornalistico affermò che solo pochi parrocchiani gli facevano la guerra: 80 persone tra Mangia e Cornice non sono alcuni, ma quasi la totalità degli abitanti!”. La gente è ben consapevole di ciò e a Mangia la chiesa è frequentata da un numero sempre più basso di persone. Lo scorso mese è stata presentata in curia una lettera per chiedere che don Albani venga sollevato dall’incarico che ricopre “è palese che non gli interessi seguire la nostra parrocchia” afferma Carmen, titolare insieme al marito dell’Azienda Agricola di Cornice “più volte ha accusato sensi di stanchezza e di fatica, specie nel percorrere le scale per raggiungere l’edificio sacro. Il fatto che la chiesa stia crollando è il risultato di questa mancanza di voglia nell’essere pastore qui a Cornice. Senza contare le innumerevoli litigate, gli insulti, le critiche infondate ogni volta che si doveva intraprendere il minimo lavoro: la gente è stanca di tutto questo. Cosa aspetta la Curia per muoversi, dopo tutte le segnalazioni e le gravità portate alla luce? Che i pochi anziani muoiano e che le chiese crollino? A quel punto sarà troppo tardi recuperare la nostra identità”. In conclusione, accanto ai modi inadeguati ben noti, vi è pure il fattore fisico, rappresentato dall’anzianità e dalla difficoltà nel seguire le due piccole comunità: gli abitanti si appellano al Vescovo affinché risolva definitivamente la situazione, affidando la parrocchia alla cura di un altro sacerdote. “A noi non interessa avere la celebrazione della Messa ogni domenica, specie se il parroco nuovo avrà numerosi impegni pastorali” prosegue la signora Carmen “La gente è pronta a riunirsi per vivere momenti di preghiera comunitari sopperendo l’assenza del sacerdote e vivendo in completa adesione a quanto riportato sullo statuto della rinata Confraternita”. Conclude la signora Angiolina “tra poco saranno i Santi. Speriamo di poter pregare per i nostri cari defunti sotto la guida di un vero pastore…” I parrocchiani di Cornice e di Mangia

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