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Lettere al Direttore

Chi dentro la sua casa ed il suo domicilio si difende dai ladri viene inquisito e spesso condannato dai magistrati.

Egregio direttore Maurizio Belpietro, Possiamo mettere i codici nella spazzatura, Perché questo non è uno stato di diritto. Una persona che Viene svegliato da un ladro nella tua abitazione, non sa chi fruga tra le tue cose, non sa se è armato, non sa il suo grado di cattiveria (basta vedere i sequestrati in casa dove i malcapitati proprietari vengono violentati, massacrati ecc. da criminali paragonabili a bestie della peggior razza) e se lo sventurato padrone di casa osa difendersi e causa un danno al ladro (con un’arma o corpo contundente), la sua vita è rovinata a cominciare dal processo, dai media che sviscerano la sua vita personale e famigliare, con la conseguenza di esporre lui e la sua famiglia alla vendetta più brutale dei parenti o l’etnia del ladro. Nel campo penale l’unico soggetto abilitato ad gire contro il reo, è il procuratore della repubblica competente per luogo, quindi il procuratore che non protegge il domicilio e la proprietà di una persona, può essere chiamato in causa per non aver protetto adeguatamente il cittadino che subisce un ladro in casa. Se la Procura della Repubblica indaga una persona che ha esercitato il diritto di difesa contro un ladro che ha violato il suo domicilio e la sua proprietà; lo stesso cittadino può denunciare un procuratore della repubblica perché in quanto titolare dell’esercizio dell’azione penale non lo ha difeso dai ladri.

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