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Lettere al Direttore

taglio delle pensioni

Stimato Direttore, ancora una volta ringrazio per essere uno dei pochi che con coraggio e chiarezza denuncia quello che definisco un esproprio proletario che si protrae da anni con l’anticostituzionale blocco delle rivalutazioni ed ora con indegna tracotanza con il preannunciato taglio delle pensioni: è una violenza inaudita su una categoria – il pensionato medio con un netto da 2mila a 10mila euro – che non è nemmeno difesa con la dovuta fermezza e continuità (solo occasionalmente, quando proprio monta lo scandalo) dalla destra, nonostante ne sia una sinergica colonna, proprio per questo demolita dalla sinistra. Da ricordare che il pensionato medio al quale mi riferisco (funzionari/dirigenti del privato) sono stati gli stacanovisti derisi dai sindacati/parolai sessantottini, colonna portante del sistema produttivo e dell’efficienza delle aziende e che, con onesto sacrificio, hanno accantonato quanto sarebbe bastato per una dignitosa pensione, nonostante l’erosione subita dalla gestione “solidaristica/clientelare” (cassa integrazione…) dell’INPS. NO! È ora di dire BASTA!. Grazie e mi scuso dello sfogo Con stima Renzo Cadamuro

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Commenti all'articolo

  • giancarlop

    06 Novembre 2015 - 14:02

    Mi associo ma non mi scuso per lo sfogo. Smettiamo di fare le persone per bene ed educate quando parliamo di questi farabutti.

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