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Lettere al Direttore

Vescovo di Padova: questo incidente sia una ripartenza

Emanuele Compagno Come Chiesa di Padova ci stiamo interrogando in modo profondo su quanto accaduto in questi giorni, le dichiarazioni di Monsignor Claudio Cipolla hanno lasciato sconcertati tanti di noi. Anch'io, come ex presidente vicariale di Azione Cattolina nella Diocesi di Padova per 8 anni e ora consigliere comunale di area moderata, sono stato molto colpito nel vedere il video dell'intervista alla tv locale. Non potevo e non posso credere che un Vescovo, per quanto progressista possa definirsi, possa rinnegare i segni autentici della fede cristiana in nome di un vuoto e pericoloso relativismo. E' per tale ragione che va letto con attenzione quanto accaduto. Forse il Vescovo, nuovo nella sua missione, per essere arrivato da poco, non era abituato a parlare in televisione e, soprattutto, non era abituato alla facilità con cui, in un periodo come questo, si possono fraintendere le parole di un uomo di Chiesa. Sicuramente, però, le sue parole hanno dato adito ad equivoci e malintesi in quanto in questi giorni si parla appunto delle minacce a presepio e crocifisso. A cosa si riferiva, quindi, Monsignor Cipolla quanto parla di "tradizioni" dalle quali possiamo fare passi indietro in nome dell'amicizia? Lo ha chiarito oggi a "Avvenire". Si riferisce ad un Natale vissuto lontano da Cristo, annebbiato da tradizioni che offuscano l'essenziale e cioè la fede e il senso cristiano delle feste. Il Vescovo pensa ad esempio agli alberi di Natale, alle luminarie, regali e grandi pranzi. Questo non è il senso autentico del Natale che è, invece, Cristo nato in mezzo a noi. "Il mio invito - dice Cipolla - è a vivere la fede in modo sereno, anche annunciandola in tutte le manifestazioni". Un messaggio, quindi, che, se letto in questo suo autentico significato, chiarisce il vero senso delle sue parole. In una Chiesa sempre più indebolita nella sua credibilità, ferita da Vescovi e Cardinali, dentro e fuori il Vaticano, che poco o nulla hanno a che vedere con il messaggio evangelico, serve un sussulto di fedeltà al messaggio di Cristo, il recupero del suo essenziale, della tradizione ecclesiale. Serve una vera "iniziazione cristiana", tema tanto d'attualità in seno alla Chiesa. E' necessario ritornare a credere come facevano i nostri nonni, ritornare a vivere la fede in modo profondo, come fà il bambino di fronte alla scoperta del proprio senso religioso, lo stupore per il messaggio di Gesù. Questo incidente di percorso, che ha colpito Monsignor Cipolla, deve essere lo stimolo per ripartire, per riaffermare la fede cattolica in tutte le manifestazioni, nei luoghi pubblici ed in tutte le sedi. A noi cristiani il compito di recuperare il coraggio del dirsi cattolici, l'importanza dell'educazione cristiana, l'unione tra cristianesimo e occidente. Solo recuperando le linee guida del vivere secondo il Vangelo, tutti, laici e credenti, potremmo costruire un mondo migliore. Emanuele Compagno

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