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Lettere al Direttore

salvataggio banche

Tornando all'aspetto di Pound che continua a essere assillante, ovvero la sua ammirazione per il fascismo italiano e soprattutto per Benito Mussolini, che lo ricevette in udienza il 30 gennaio 1933, come viene ricordato sempre nei Cantos , vale la pena, per chiudere l'argomento, di riportare le parole testuali di David Moody, poste all'inizio del suo libro: «Dopo il crack del 1929, Pound trovava scellerato il comportamento dei governi democratici, che si diedero da fare per salvare le banche e il sistema finanziario responsabile della crisi e della depressione, invece di impegnarsi a salvaguardare il benessere del popolo. Per Pound, era una verità indiscutibile, un assioma insomma, che un governo democratico dovesse servire gli interessi del popolo e non di quei pochi che controllavano la ricchezza della nazione; e, ancora, riteneva che fosse un atto irresponsabile e criminale lasciare il credito di una nazione nelle mani di banchieri e speculatori che lo usavano a scopi di profitto personale, infischiandosene dell'interesse pubblico. Allo stesso tempo, vivendo in Italia, aveva notato, invece, che Mussolini, dittatore fascista e antidemocratico, si preoccupava del bene del popolo, e costringeva le banche a soddisfare i bisogni della nazione».

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