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Lettere al Direttore

Ma quale stupore!

Egregio Direttore, ne sto sentendo di ogni da parte di commentatori ed esperti relativamente ai fatti di Colonia. L’unico che ha centrato il problema è il giornalista Verderami, questa mattina a Coffee Break. Giustificazioni sociologiche ed altro non aiutano a risolvere il problema se ci stupiamo ogni volta che accadono violenze, stupri e bombe verso la nostra civiltà occidentale che pure ha le sue responsabilità. Nessuno ricorda che la situazione non è nuova e basterebbe sfogliare un poco i libri di storia per ritrovare casi analoghi nella storia passata e recente. Basta ricordare gli obbrobri della seconda guerra mondiale perpetrate da orde barbare nel basso Lazio. E adesso stiamo a meravigliarci per quello che accade a Colonia e in altri luoghi. La violenza verso le donne ha un supporto ideologico e religioso dal quale noi italiani ci siamo liberati da una cinquantina d’anni. Il rispetto per le donne è un optional per alcune culture. Anche noi occidentali commettiamo violenza ascrivibile a molteplici casi singoli, forse non supportati da motivazioni ideologiche ma ugualmente esecrande. Paradossalmente è più difficile prevenire più casi singoli, al contrario un fenomeno più diffuso, già riscontrato nella storia passata e recente, deve essere energicamente combattuto. L’asservimento della donna all’uomo va eradicato ed il supporto ideologico religioso non facilita le cose. Temo che anche le donne, in nome di una fede, subiscano passivamente senza poter opporre adeguata resistenza. Forse anche io mi aggiungo a tutti quelli che si arrampicano sugli specchi senza dare la soluzione al problema, ma certamente mi sento di dire, e sarà forse riduttivo e banale, che qualsiasi violenza deriva, ad ogni livello, da motivazioni ideologiche e religiose, difficili da scardinare nelle sue forme più integraliste. Distinti saluti Antonio Mirabile.

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Commenti all'articolo

  • renato43

    renato43

    21 Gennaio 2016 - 11:11

    Caro Antonio, nella tua affermazione agli orrori perpetrati nella seconda guerra mondiale, riconducibili a civili/militari, mi fai supporre che quello che sta accadendo in Europa, ad opera unicamente di civili (in quanto non militari invasori) sia da considerarsi come una vera guerra ideologica. Se così fosse non possiamo rimanere fermi, in nome dell'integrazione, ad aspettare di essere annientat

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