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Lettere al Direttore

A Giulio Regeni

Esimio Direttore. “Amante” dell’uomo senza limiti, sono molto attenta a tutto ciò che dice e a tutto quello che fa, e sono giunta alla conclusione che se usa il cervello per pensare è straordinariamente bello e se lo usa solo come peso diventa boia. Si, Direttore, all’uomo moderno manca la consapevolezza di tutto ciò che è, delle sue azioni e del Potere che ha la sua parola, per cui non mette mai in conto le conseguenze che causa quando “opera”. Oggi è convinto che occorra andare all’estero per essere Qualcuno, ma io Le posso assicurare che si diventa Persone con i Valori che si recepiscono in famiglia e nella Scuola, che a giudicare dai programmi televisivi e da esperienze dirette, non sembra che ambedue si impegnino molto. Vuole pubblicare questa mia in omaggio ad un ragazzo tanto sfortunato? La ringrazio molto per aver “speso” dei minuti della Sua vita a leggere la mia e- mail; altro Valore che sempre di meno l’uomo moderno conosce: la gratitudine. A Giulio Regeni La Cultura è Libertà! Ha gridato un Uomo stando sulla Croce. Quel grido è stato così forte, così potente che ha turbato tutta l’aria: si è impregnata di Lui a dismisura, è diventata anche ossigeno per donarsi agli uomini che amano Vivere in eterno. A distanza di tanti secoli, Quel grido tu Lo hai sentito, Quell’ossigeno tu Lo hai respirato, e pervaso dalla curiosità, hai lasciato il tuo letto, la tua casa, anche il tuo Paese, per capire le Sue origini e per conoscere le “diversità”. Hai messo le ali nella tua Mente perché volasse alto, oltre gli argini che ti hanno messo gli uomini sulla Terra, ma anche tu hai gridato di dolore in Suo nome, anche tu hai pianto senza più lacrime in Suo nome mentre il tuo corpo era inerme e sempre più sanguinante. Anche tu per Lei sei stato martoriato, seviziato, ucciso da chi si vanta di essere civile e anche moderno, da chi con vanto dice di chiamarsi uomo e anche umano. Ti hanno tolto la vita, Amico mio, ma non la tua Libertà. Con le ali d’oro che hanno solo gli Angeli ora volteggi nell’aria per cercare le risposte a tutte le domande che ti facevi, per conoscere il mistero che hanno gli uomini nel cuore, per dire a tutti noi che indegnamente abitiamo la Terra che oltre al rispetto e all’amore niente di più bello esiste al mondo. Chi ti ha fatto tanto male non ha mai conosciuto il tuo sorriso: bello, sereno, gioioso, pieno di sogni, colmo di Speranza; egli conosce solo il suo istinto, la sua ferocia, la sua ignoranza, e pensando che Cultura e Libertà siano solo due grandi bestemmie dà agli altri il cibo con cui nutre il suo cuore: dà la morte, dà dolore. Oggi che hai tanta Cultura per conoscere anche il mistero della Vita, non c’è più uomo che ti possa fermare o che ti possa annientare; pensa, cerca, scrivi, parla, sorridi e ama tanto, ama molto più di ieri, e se ti rimane un po’ di tempo, prova anche a perdonare proprio come ha fatto l’Uomo che ancora oggi vive sulla Croce. Grida come Lui che solo la Cultura può dare all’uomo la Libertà: forse se urli dall’alto qualcuno del tuo Paese ti può sentire e forse può capire che un Paese non è forte con la armi, ma con le Menti. E se qualche volta pervaso da pietà abbassi lo sguardo sulla Terra, non cercare mai chi impietosamente ti ha tolto il sorriso, non cercare mai chi si illude di poter distruggere il pensiero, non cercare mai chi pensa che con diritto possa debellare la Vita: NON ESISTE.

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