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Lettere al Direttore

Un riformismo folle e insensato

Non si fa altro che parlare di "Riforme", come se il termine "riforma" avesse un valore positivo in sè, a prescindere dal contenuto. Certo che se a Roma venisse instaurato il Califfato e si imponesse il velo alle donne e il Corano nelle Scuole, ci troveremmo di fronte a una riforma, ma ne saremmo contenti? Non si può continuamente a fare riferimento alla necessità di "riformare", senza unire a questa indicazione una seria, approfondita e direi anche democratica, riflessione su ciò che si va a modificare e con quali scopi. Ci dicono che no, non ci si può fermare a riflettere perchè "dobbiamo correre". Ma correre per scappare da un pericolo, senza fermarsi a riflettere è mortale. Come quando la folla impazzita in caso di un incendio o di un terremoto, si accalca verso le uscite di sicurezza, ostruendole e facendo morire le persone schiacciate le une dalle altre. L'azione senza riflessione denota panico. Ed è ciò che si vuole seminare tra i cittadini, in modo tale che non riflettano, non si pronuncino, ma deleghino ad altri la possibilità di attuare riforme frettolose e mortali.

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