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Lettere al Direttore

Scovare o incassare ?

Caro Direttore, Giusto qualche giorno ho sentito, su Radio24, che l’INPS ha deciso di dare un colpo mortale agli abusi da parte delle aziende che beneficiano di sgravi sociali senza averne titolo. La stessa cosa è stata ribadita durante la trasmissione “Dimartedì” del 10 Maggio 2016. Non ho potuto trattenere le risate ed ancora non riesco a fermarmi. Il perché è contenuto nella storia che le scrivo di seguito. Io spero che Lei ci veda i necessari elementi d’interesse pubblico perché, secondo me, ci sono tutti e dimostrano come il nostro paese funzioni troppo con i proclami senza la volontà dello Stato di risolvere veramente i problemi (o i problemi veri). Nel paese di Grugliasco in provincia di Torino, opera da circa 6 anni un’azienda metalmeccanica con circa 50 dipendenti. Quest’azienda, da almeno 5 anni, non paga né imposte dirette o indirette e neppure contributi. Niente: non paga mai niente. No signore, non si tratta di una di quelle minuscole realtà artigianali attanagliate da una crisi infinita, bensì, la Proprietà, Iraniana, ha deciso (o ha capito) che tasse e contributi in Italia non si pagano e, stante la latitanza delle preposte autorità, ad oggi i mancati versamenti hanno superato i 10 Ml di euro e crescono al ritmo di circa 100,000 euro tutti i mesi. Ho qualche esperienza lavorativa all’estero e le garantisco che in Francia, ad esempio, una cosa del genere non accadrebbe mai. L’URSAFF (l’equivalente della nostra INPS) recepisce il mancato versamento su base mensile ed attiva immediatamente tutte le azioni, ivi incluso l’istanza di fallimento, dopo circa 2 mesi di situazione persistente. Eppure in Francia le garantisco, che gli ammortizzatori sociali (con il cosiddetto “Chômage Tecnique”) danno ai lavoratori in difficoltà una protezione di prim’ordine (80% della retribuzione reale per 2 anni). Nel nostro paese invece, proponiamo un obolo miserrimo che si chiama Cassa Integrazione/Mobilità. Adesso mi aspetterei una levata di scudi: “E, no! Da noi se non paghi l’INPS, poi interviene l’Equitalia, e poi vediamo!”. E’ vero, Equitalia è implacabile se non paghi il canone Rai o il bollo auto o, più in generale, se possono sbattere fuori di casa un poveretto o portargli via l’auto. Nel caso della nostra simpatica aziendina morosa, Equitalia le ha concesso già diversi piani di rientro puntualmente disattesi e periodicamente rinnovati. Ora Lei si chiederà: ma Equitalia dirà ben qualcosa, non può esserci un rinnovo automatico. Ebbene no, il funzionario di Equitalia ha consigliato all’azienda in questione di fare attenzione a mantenere il numero delle rate impagate entro il limite di 8 per non incorrere nella revoca generata per default dal “sistema”. Non ritiene che sia inaccettabile che un soggetto non residente e di grandi mezzi, possa condurre i propri affari in Italia nella totale impunità certo dell’assoluta aleatorietà di rogatorie nel suo Paese di residenza? Non crede che i 10 milioni di Euro starebbero meglio nelle casse dello Stato che in quelle di questo signore (tra l’altro extracomunitario, ma siccome è miliardario, nessuno si indigna). Non riesco davvero a capire quali possano essere le ragioni di un tale lassismo soprattutto perché qui non abbiamo neanche evasione. Qui bisogna solo andare ad incassare i crediti che sono lì da incassare. Non so se questa mia possa essere considerata “whistleblowing” ma non ci ho visto più. La ringrazio per la sua disponibilità. Distinti saluti

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